Coronavirs, Cuba: all’Avana quarantene intermittenti

Pubblicato il 24 aprile 2020 alle 6:27 in America Latina Cuba

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La strategia proposta per il distanziamento sociale che consenta di anticipare l’infezione e la trasmissione di COVID-19 a L’Avana, è stata presentata dal Dottor Disnaldo Raúl Pérez González, direttore generale dell’Istituto nazionale di igiene, epidemiologia e microbiologia, al Consiglio provinciale di difesa ( CDP) della capitale di Cuba.

Secondo il ricercatore, ci sono modelli che ci consentono di determinare la portata del virus; la curva epidemica indica che il numero di casi continuerà a crescere almeno per le prossime quattro settimane per poi diminuire gradualmente; e il distanziamento sociale costituisce una misura di contenimento vitale per prevenire la diffusione accelerata della malattia e per contenerne la virulenza.

“Questa proposta si basa su quarantene intermittenti e zonali che consentono l’isolamento di pochi quartieri in base al numero di infezioni. Le quarantene intermittenti e zonali contribuiscono a ridurre e arrestare la diffusione dell’epidemia senza il collasso del sistema sanitario” – ha spiegato.

Dato l’uso del termine quarantena, Pérez ha affermato che consiste nel limitare le attività o nel separare dal resto dei cittadini coloro che non sono malati, ma che per motivi giustificati sono sospettati di sviluppare la malattia, in modo da prevenirla.

Il medico ha riferito che la restrizione si estenderà fino alla scomparsa del rischio di diffusione, completando almeno una volta il tempo corrispondente al periodo massimo di incubazione della malattia senza che compaiano casi (14 giorni) o due periodi di incubazione dall’ultimo caso rilevato (28 giorni).

La quarantena sarà sempre stabilita tenendo conto della situazione clinico-epidemiologica ed è applicabile a unità chiuse, strutture abitative interne, città o villaggi isolati, dove è possibile limitare l’ingresso e l’uscita della popolazione e richiede anche un’approvazione di livello politico.

I requisiti per l’adozione del rafforzamento del distanziamento sociale sono che esista un livello di trasmissione che rappresenti un rischio per la popolazione, un comportamento sociale rischioso e una bassa responsabilità personale, insediamenti le cui condizioni di vita favoriscono la trasmissione, gruppi di popolazione vulnerabili e istituzioni che per le loro caratteristiche favoriscono un aumento dei casi.

La quarantena intermittente e zonale sarà attuata per fasi su tre livelli: per aree a basso rischio e bassa trasmissione con un basso numero di casi confermati e sospetti, si propone di adottare un primo livello di misure di rafforzamento; per le aree a rischio o con trasmissione media, con un numero di casi confermati e sospetti all’interno della media del territorio, una quarantena parziale; e per aree ad alto rischio o ad alta trasmissione, con un gran numero di casi confermati e sospetti, una quarantena totale.

Allo stesso tempo, la proposta include aree di interesse economico e sociale che dovrebbero continuare a funzionare, in cui non saranno istituite misure di isolamento, ma verranno creati gruppi di lavoro per valutare i loro rischi epidemiologici.

Durante la riunione del Consiglio provinciale di difesa, è stato sollecitato il perfezionamento della strategia presentata da Pérez González e che le autorità municipali analizzino i loro territori in base a diversi parametri quali condizioni di vita, urbanizzazione, sovraffollamento, disabilità, alcolismo e comorbilità. “Dobbiamo anticipare malattie e problemi; questo dovrebbe portarci ad appiattire la curva” – ha dichiarato Luis Antonio Torres Iríbar, presidente del CDP.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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