Colombia: il coronavirus non ferma l’eradicazione delle piantagioni di coca

Pubblicato il 24 aprile 2020 alle 12:40 in America Latina Colombia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Mentre le grandi città della Colombia sono focalizzate sulla crisi del coronavirus, un’altra lotta si sta svolgendo nella campagna colombiana ed ha già causato la morte di due coltivatori di foglie di coca e il ferimento di un poliziotto. Secondo diverse associazioni di produttori, durante la quarantena il governo di Iván Duque ha intensificato l’eradicazione forzata delle colture illecite e i contadini hanno lasciato le loro case, dove sono obbligatoriamente isolati, per impedire che le foglie vengano strappate.

Mercoledì 22 marzo, è stato ucciso Ángel Artemio Nastacuas, a Tumaco, nel sud del paese, dopo scontri con la forza pubblica che ha accompagnato le brigate incaricate dell’eradicazione; ma la resistenza è sorta in diverse regioni. All’altro estremo, al confine con il Venezuela, il 26 marzo la vittima fatale è stata Alejandro Carvajal, un caso per cui è indagato il soldato che gli ha sparato con la sua arma d’ordinanza.

La Coalizione di Azioni per il Cambiamento , che riunisce 11 organizzazioni civili nel paese, ha rilevato che durante l’ isolamento obbligatorio per via dell’epidemia di covid-19, l’esercito ha effettuato operazioni di eradicazione forzata in sette dipartimenti. L’organizzazione ha chiesto al Ministero della Difesa di sospenderle per “garantire il diritto alla salute e alla sicurezza alimentare delle comunità contadine”. Il Ministero ha risposto che non interromperanno le operazioni militari.

La Colombia ha 169.000 ettari coltivati a foglia di coca, secondo i dati diffusi alla fine del 2018 dal Sistema integrato delle Nazioni Unite per il monitoraggio delle colture illecite (Simci). Data l’entità del fenomeno, l’accordo di pace tra il governo e la guerriglia delle FARC contemplava un programma di sostituzione volontaria della coca in alcuni dei territori più coltivati. Quasi 100.000 famiglie di contadini hanno aderito al patto e hanno sradicato i loro stessi cespugli in attesa di ciò che era stato promesso dallo Stato. Tuttavia, il passaggio dei poteri dall’amministrazione di Juan Manuel Santos e quella di Iván Duque ha significato un cambiamento nella politica antidroga. L’attuale governo ha favorito l’eradicazione forzata anziché la sostituzione volontaria, e ha optato per il proibizionismo e il ritorno all’irrorazione aerea.

Dal confine con il Venezuela, Juan Carlos Quintero, leader dell’Associazione contadina Catatumbo (Acamcat), afferma che molti di coloro che oggi “inseguono l’esercito per prevenire l’eradicazione” sono contadini che hanno creduto nel governo, hanno firmato gli accordi I collettivi di sostituzione delle colture nel 2018 e, dopo essersi sentiti abbandonati e senza sostegno economico, hanno nuovamente piantato colture illecite.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.