Brexit: aumentano le richieste di posticipare la scadenza

Pubblicato il 24 aprile 2020 alle 18:02 in Europa UK

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Da Londra e dall’Europa aumentano le richieste di posticipare la scadenza per raggiungere un accordo che renda definitiva la Brexit, a causa della pandemia di coronavirus. 

La pandemia ha colpito duramente il Regno Unito e ha causato il ricovero del premier, Boris Johnson, che ancora non è tornato a lavoro. Il COVID19 ha anche interrotto i negoziati con i principali Stati europei, tuttavia il governo britannico insiste sul fatto che non ha in programma di estendere gli accordi di transizione temporanea oltre l’attuale scadenza, prevista per il 31 dicembre 2020. 

Le richieste arrivano anche dai membri del partito conservatore che erano al governo prima dell’esecutivo di Boris Johnson, oltre che da diversi parlamentari dell’opposizione. David Liddington, ex ministro del governo di Theresa May, ha invitato il primo ministro a rimandare le scadenze per concentrare gli sforzi sulla pandemia di coronavirus. Anche l’ex cancelliere conservatore, Phillip Hammond, ha avvertito che sarebbe “imprudente” per il governo rispettare la scadenza del 31 dicembre, consigliando ai ministri di stipulare un “accordo commerciale interinale”, mentre la crisi del COVID19 continua. 

L’Unione Europea, da parte sua, aveva auspicato che la Gran Bretagna avesse intenzione di prorogare il periodo di transizione post-Brexit, oltre la fine del 2020. L’Europa sta subendo un blocco delle attività, nel tentativo di frenare la diffusione della malattia. “La pandemia di coronavirus complica il programma, già molto ambizioso”, aveva dichiarato David McAllister, un parlamentare tedesco conservatore dell’UE che presiede il gruppo Brexit del Parlamento Europeo. “L’UE è sempre stata aperta a prolungare il periodo di transizione. La palla ora è chiaramente in campo britannico”, aveva aggiunto. “Finora, il governo del Regno Unito ha costantemente respinto tale opzione. Nelle circostanze attuali, Londra dovrebbe riesaminare attentamente una possibilità di proroga”, aveva continuano il parlamentare. 

Tuttavia, il 17 marzo, nonostante l’allarme globale legato al COVID-19, Johnson aveva escluso qualsiasi estensione del periodo di transizione per finalizzare la Brexit, oltre il 31 dicembre 2020. Il premier aveva sottolineato che la questione non era nemmeno sul tavolo delle discussioni per il governo, nonostante l’emergenza legata alla pandemia di coronavirus. La Gran Bretagna e l’UE stanno lavorando a un nuovo accordo per definire i termini dell’uscita di Londra dall’Unione in tutti i settori, dal commercio alla sicurezza. Alla domanda se la Gran Bretagna è disposta a prolungare il periodo di transizione, Johnson ha riferito ai giornalisti che l’argomento era stato “bandito”. “È stato fatto, al momento non è un argomento che viene regolarmente discusso in Downing Street. C’è una legge in vigore che non ho intenzione di cambiare “, aveva aggiunto.

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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