Tirana approva accordo di cooperazione militare con la Turchia

Pubblicato il 23 aprile 2020 alle 18:56 in Albania Turchia

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Il Parlamento dell’Albania ha approvato la firma di un accordo di cooperazione militare con la Turchia. È quanto rivelato, giovedì 23 aprile, dall’agenzia stampa turca, Anadolu, la quale ha altresì specificato che l’accordo prevede anche l’ammodernamento delle Forze Armate di Tirana. 

L’accordo e il protocollo finanziario, rivela Anadolu, erano stati firmati, prima dell’approvazione del Parlamento, dal ministro della Difesa delle Turchia, Hulusi Akar, e dall’omologo albanese, Olta Xhachka. 

Un Piano di cooperazione in materia di Difesa tra l’Albania e la Turchia era già stato firmato, secondo quanto rivelato dal Ministero della Difesa di Tirana, lo scorso 27 febbraio, in occasione di un incontro tra il direttore generale della politica di difesa albanese, Florian Kali, e l’Inviato militare della Turchia a Tirana, Şakir Cumhur Somer. Tale piano menzionava le attività che i due Paesi avrebbero intrapreso per il rafforzamento e l’intensificazione dei rapporti nel campo della Sicurezza e della Difesa. 

Nel rendere noto il piano siglato, il Ministero aveva altresì specificato che la Turchia rappresenta uno dei principali sostenitori dell’Albania per quanto riguarda le questioni organizzative militari e le risposte alle emergenze nel Paese. In aggiunta, il Ministero di Tirana aveva dichiarato che Ankara è uno dei suoi migliori partner nel campo della SIcurezza e della Difesa. 

La firma del Piano giungeva a sua volta a poco più di due settimane dalla visita del ministro degli Affari Esteri della Turchia, Mevlut Cavusoglu, il quale era giunto a Tirana l’11 febbraio. 

In tale occasione, Cavusoglu aveva inaugurato il Centro per gli Studi balcanici, fondato dalla New York University di Tirana, di proprietà della Fondazione Maarif, ente turco. La Maarif è  considerata da studiosi e analisti uno strumento politico per affermare e consolidare l’influenza della Turchia nella regione balcanica. Nello specifico, secondo quanto evidenziato da un’analista del Balkan Investigative Reporting NetworkFatjona Mejdini, rientra nelle intenzioni della Turchia espandere la propria influenza nella regione tramite strumenti di soft-power. Tale intenzione si nota in primo luogo in Albania, dove Mejdini sottolinea che nel 2018 la Fondazione Maarif, creata nel giugno 2016 dal parlamento turco, ha acquistato la New York University di Tirana e con essa anche altri istituti educativi e formativi.  Da parte sua, la Turchia sostiene di aver avviato un intervento formativo, dato che la fondazione “incontra i bisogni formativi dei nostri fratelli e amici albanesi”. 

Dopo aver partecipato all’inaugurazione del Centro Studi, Cavusoglu aveva incontrato la comunità turca in Albania, per poi dedicarsi, il giorno successivo, ai leader di Tirana, con cui aveva siglato tre documenti Il primo riguarda il reciproco riconoscimento delle patenti di guida tra i due Paesi. Il secondo è un protocollo d’intesa firmato dalle Accademie diplomatiche di Ankara e Tirana, le quali hanno deciso lo scambio di diplomatici per favorire lo scambio di esperienze e competenze tra i due Paesi. Il terzo documento era una dichiarazione congiunta, volta a stimolare gli sforzi e a coordinare gli approcci nei consessi internazionali alla lotta alla criminalità organizzata, al contrabbando, all’estremismo violento e al terrorismo. 

In aggiunta, nel corso del vertice con premier, Edi Rama, Cavusoglu aveva annunciato un percorso di rafforzamento della collaborazione a livello economico, sottolineando che la Turchia è il principale investitore straniero e il quarto partner commerciale dell’Albania. 

Precedentemente, il 15 gennaio, Ankara aveva donato alle forze speciali di polizia dell’Albania 6 mezzi blindati e 10 fuoristrada, oltre che nuovi indumenti, elmi, scudi ed equipaggiamento specifico delle forze speciali. In aggiunta, la Turchia aveva donato anche maschere antigas, giubbotti antiproiettile, indumenti protettivi e altre dotazioni più specifiche. 

A tale riguardo, il viceministro dell’Interno, Mehmet Ersoy, aveva dichiarato che per la Turchia la donazione di mezzi all’Albania rappresentava un “gesto di condivisione con i propri fratelli”, volto ad assicurare la sicurezza di entrambi, dato che, a detta di Ersoy, se l’Albania è al sicuro, lo è anche la Turchia. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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