Siria: che cosa è successo a Idlib nelle ultime ore

Pubblicato il 23 aprile 2020 alle 17:54 in Medio Oriente Siria

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A poche ore dalla fine del meeting da remoto tra Russia, Turchia e Iran, le forze del governo siriano hanno continuato a colpire la regione Nord-occidentale di Idlib.

A riferirlo, giovedì 23 aprile, il quotidiano arabo al-Araby al-Jadeed, il quale ha riportato che Mosca, Ankara e Teheran hanno ribadito l’importanza del cessate il fuoco e si sono impegnate per raggiungere una soluzione politica in Siria. Tuttavia, fonti locali hanno rivelato che, nella mattina del 23 aprile, le forze dell’esercito siriano, affiliato al presidente Bashar al-Assad, hanno condotto bombardamenti contro villaggi situati nella periferia Sud di Idlib. All’alba del medesimo giorno, un attacco missilistico ha interessato le aree di al-Fateera e Jabal al-Zawiya, a cui le forze di opposizione hanno cercato di rispondere. Parallelamente, aerei di ricognizione russi hanno continuato a sorvolare le zone meridionali del governatorato.

A detta delle organizzazioni umanitarie operanti nella regione, seppure sporadici, tali attacchi impediscono ai rifugiati di fare ritorno nelle proprie abitazioni, oltre a rappresentare una violazione della tregua stabilita il 5 marzo scorso dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ed il suo omologo russo, Vladimir Putin.

In tale quadro, il 22 aprile, Ankara, Mosca e Teheran hanno tenuto un meeting da remoto, da inserirsi nei cosiddetti “colloqui di Astana”, in cui i tre Paesi svolgono il ruolo di garanti. L’obiettivo principale di tale ciclo di incontri è trovare una soluzione permanente al perdurante conflitto civile in Siria, toccando altresì tematiche quali l’elaborazione di una costituzione per il “dopoguerra”, la transizione politica, la sicurezza e il ritorno dei rifugiati. Il primo meeting si è tenuto nel mese di gennaio 2017 in Turchia, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente i colloqui di pace di Ginevra, promossi dalle Nazioni Unite, mentre l’ultimo, il 14esimo, ha avuto luogo il 10 e 11 dicembre 2019.

Nella dichiarazione congiunta rilasciata dopo l’incontro del 22 aprile, i ministri degli Esteri di Turchia, Russia e Iran hanno affermato che, sebbene Hayat Tahrir al-Sham abbia ostacolato più volte la tregua raggiunta il 5 marzo, l’accordo tra Mosca e Ankara ha consentito una fase di de-escalation nella regione Nord-occidentale di Idlib. Tuttavia, è ancora necessario impegnarsi nel separare i gruppi di opposizione moderati dai terroristi, così come bisogna sostenere le organizzazioni internazionali nel fornire aiuti ai civili siriani, soprattutto alla luce dello scoppio della pandemia di Covid-19.

Tra gli altri punti discussi nell’incontro del 22 aprile, la questione dei rifugiati, il perseguimento di una soluzione umanitaria e l’emergenza coronavirus. Parallelamente, i tre garanti si sono detti pronti a sostenere un futuro incontro del Comitato costituzionale, composto da membri sia dell’opposizione sia del regime, incaricato di elaborare una nuova costituzione per la Siria. Il primo round di incontri si è tenuto a Ginevra il 30 ottobre scorso ed è terminato l’8 novembre, mentre il secondo ha avuto inizio il 25 novembre 2019, ma è stato sospeso dopo due giorni.

Le tensioni in Siria hanno avuto inizio il 15 marzo 2011 e da allora non si sono più placate. Queste vedono contrapporsi gruppi di ribelli, sostenuti dalla Turchia, e il presidente Assad, appoggiato da Mosca. L’esercito del governo è riuscito a prendere il controllo di circa il 70% del territorio nazionale, ma Idlib continua a rappresentare l’ultima roccaforte posta, in buona parte, sotto il controllo delle forze di opposizione. Per tale motivo, è al centro di una violenta offensiva sin dal mese di aprile 2019.

L’incontro del 22 aprile giunge dopo che, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, si è recato a Damasco, il 20 aprile, e ha incontrato il presidente siriano. I due interlocutori hanno discusso di diverse questioni regionali e internazionali, tra cui la diffusione di Covid-19. Secondo fonti diplomatiche uno degli obiettivi della visita di Zarif è stato manifestare l’appoggio di Teheran ad Assad e al regime siriano.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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