Palestina: Abbas minaccia la fine degli accordi con Israele

Pubblicato il 23 aprile 2020 alle 15:05 in Israele Palestina

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Il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, ha minacciato di porre fine agli accordi e alle intese raggiunte con Israele, se quest’ultimo procederà all’annessione dei territori palestinesi.

Secondo quanto riporta il quotidiano arabo al-Araby al-Jadeed, la dichiarazione è giunta nel corso del discorso del presidente palestinese tenuto in occasione dell’inizio del Ramadan, il 22 aprile. In particolare, Abbas ha affermato di aver comunicato la propria intenzione anche agli organismi internazionali interessati alla questione, così come ai governi israeliano e statunitense. “Non staremo a guardare se Israele dichiarerà l’annessione di qualsiasi parte delle nostre terre e considereremo nulli tutti gli accordi e le intese tra noi e questi governi, sulla base delle relative decisioni dei Consigli nazionali e centrali” sono state le parole del presidente.

Abbas ha nuovamente ribadito che la crisi e la pandemia di coronavirus che sta interessando il mondo intero non ha distolto l’attenzione della Palestina da una questione fondamentale, ovvero la “causa nazionale”, la “lotta nazionale contro l’occupazione”, alla base delle problematiche vissute. A tal proposito, ha affermato il presidente, i dipartimenti politici e giuridici palestinesi continuano ad impegnarsi per difendere l’esistenza dell’Autorità Palestinese dalle ingiustizie che ne minano i diritti, tra cui il cosiddetto “affare del secolo” e i piani israeliani di annessione. Il desiderio del popolo palestinese è creare uno Stato libero e indipendente, con capitale Gerusalemme Est, in base alle risoluzioni legittime stabilite a livello internazionale e, pertanto, l’Autorità Palestinese si preserva il diritto di prendere le decisioni volte a preservare i propri diritti e principi nazionali.

Le parole di Abbas sono giunte in seguito alle dichiarazioni del segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, il quale ha affermato che sarà Israele a decidere autonomamente se annettere o meno parti della Cisgiordania. Inoltre, l’avvertimento dell’Autorità Palestinese fa seguito all’alleanza raggiunta in Israele tra il premier uscente, Benjamin Netanyahu, ed il suo ex rivale, Benny Gantz, volta alla formazione di un governo di emergenza di unità nazionale. Entrambi i leader, il 6 aprile scorso, si erano detti concordi ad annettere le aree della Valle del Giordano e del Mar Morto settentrionale a Israele entro il prossimo luglio. Tuttavia, era stato stabilito che la “sovranità” israeliana sarebbe stata imposta dopo averne discusso con l’amministrazione statunitense e la comunità internazionale. In particolare, prima di imporre la sovranità di Israele sui territori palestinesi in questione, Netanyahu avrebbe dovuto ottenere il sostegno degli Stati Uniti. Poi la bozza sarebbe passata alla Knesset per ottenere la maggioranza.

La questione dell’annessione dei territori palestinesi riguarda altresì il progetto che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rivelato, il 28 gennaio scorso, ovvero il cosiddetto Piano di Pace, altresì noto come “accordo del secolo”, volto a riportare la pace in Medio Oriente e a risolvere il conflitto arabo-israeliano. In particolare, il progetto, delineato in 181 pagine, se effettivamente attuato, potrebbe garantire a Israele il controllo di una Gerusalemme unificata, riconosciuta come capitale, oltre a preservare gli insediamenti israeliani negli attuali Territori Palestinesi, che includono la Cisgiordania e Gaza.

Sino ad una effettiva attuazione del Piano di Trump, i territori palestinesi sono regolati dagli Accordi di Oslo del 1993, secondo cui la Cisgiordania è divisa in tre settori amministrativi, denominate aree A, B e C. Nello specifico, l’area A, pari al 18% della Cisgiordania, è sotto il pieno controllo civile dell’Autorità Palestinese. L’area B viene amministrata in modo congiunto da Israele e Palestina e rappresenta circa il 22% del territorio palestinese. Infine, l’area C, pari al 61% della Cisgiordania, è controllata da Israele. La questione degli insediamenti viene considerata uno dei principali ostacoli al raggiungimento un accordo di pace tra Israele e il popolo palestinese.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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