Libia: le accuse del governo tripolino contro Haftar e Abu Dhabi

Pubblicato il 23 aprile 2020 alle 8:58 in Emirati Arabi Uniti Libia

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Il ministro degli Interni del governo tripolino, Fathi Bashagha, ha accusato gli Emirati Arabi Uniti (UAE) di essere la causa principale delle catastrofi verificatesi in Libia, e, parallelamente, ha riferito che le milizie affiliate al generale Khalifa Haftar, a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), hanno impiegato gas nervino contro le forze tripoline.

Tali dichiarazioni sono giunte nel corso di una conferenza stampa tenuta dal ministro a Tripoli, il 22 aprile, nel corso della quale Bashagha ha invitato la comunità internazionale a rendersi conto del ruolo degli Emirati Arabi Uniti in Libia e di come questi stiano danneggiando il Paese, fornendo armi e supporto militare al generale Haftar. Inoltre, Abu Dhabi desidera che tale situazione di caos continui all’infinito. A tal proposito, secondo quanto riferito dal ministro tripolino, vi sono numerosi aerei provenienti dalla Siria che giungono all’aeroporto di Bengasi, nella Libia orientale, per portare armamenti all’LNA.

Parallelamente, Bashagha ha rivelato che le proprie forze sono state esposte a gas nervino nel corso dei combattimenti condotti contro l’esercito di Haftar nel Sud della capitale Tripoli, presso l’asse di Salah al-Din, causandone dapprima la paralisi e poi la morte. Tuttavia, ha specificato il ministro tripolino, tali pratiche sono tipiche dei mercenari russi affiliati all’LNA, provenienti dalla cosiddetta compagnia Wagner.

Di fronte a tale scenario, Bashagha ha riferito che, al momento, le forze del governo tripolino, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), mirano ad allontanare l’esercito di Haftar dal Sud di Tripoli, impedendo loro di condurre ulteriori attacchi contro la capitale. Tale obiettivo giunge dopo i risultati raggiunti nell’Ovest della Libia e dopo l’avvicinamento dell’esercito tripolino alla città di Tarhuna, a Sud-Est di Tripoli. Tale città, a detta del ministro tripolino, potrebbe svolgere un ruolo rilevante nel porre fine al conflitto libico, in quanto costituisce un punto strategico per Haftar, da cui egli ricava sia forza lavoro locale sia supporto aereo di provenienza emiratina, fondamentali per l’offensiva contro Tripoli.

Nonostante i ripetuti appelli a livello internazionale rivolti alle parti impegnate nel conflitto libico, ovvero il generale Haftar ed il governo di Tripoli, entrambi continuano a condurre attacchi ed operazioni militari nel Sud della capitale così come in altre regioni libiche. A tal proposito, Bashagha ha accusato l’LNA di aver condotto bombardamenti contro le aree residenziali della periferia Sud di Tripoli e, in particolare, contro ospedali, strutture sanitarie e ambulanze.

Dal canto suo, il 25 marzo scorso, il GNA ha dato avvio ad una nuova offensiva, dal nome “Tempesta di pace”, il cui scopo è contrastare l’avanzata dell’LNA. In tale quadro, il 13 aprile, le forze tripoline sono riuscite a prendere il controllo di circa 8 località sulla costa occidentale libica, tra cui Sorman, Sabrata, Mitrid e al-‘Ajilat, raggiungendo un primo progresso dall’inizio dell’operazione di Haftar contro Tripoli, intrapresa il 4 aprile 2019. Successivamente, il 18 aprile, un’ulteriore offensiva del GNA ha riguardato Tarhuna, contro cui stati condotti circa 20 raid aerei.

La perdurante instabilità in Libia ha avuto inizio il 15 febbraio 2011, data che ha segnato lo scoppio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato dal primo ministro Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Risale al 25 settembre 2019 la dichiarazione del governo tripolino secondo cui a fianco di Haftar vi sono circa 200 soldati mercenari russi, appartenenti ad una compagnia militare privata, nota con il nome di “compagnia Wagner”, giunti in Libia nella prima settimana di settembre per prendere parte all’offensiva contro la capitale Tripoli.  In precedenza, Mosca era rimasta in secondo piano mentre erano gli Emirati Arabi Uniti e l’Egitto a svolgere un ruolo rilevante nel supportare militarmente Haftar. Tuttavia, nel settembre 2019, la campagna volta a prendere il controllo di Tripoli sembrava essere in una situazione di stallo e la Russia ha colto l’occasione per entrare in campo.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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