La Turchia farà sentire la sua voce nel “nuovo ordine mondiale”

Pubblicato il 23 aprile 2020 alle 20:41 in Medio Oriente Turchia

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La Turchia farà sentire la sua voce nel nuovo ordine mondiale che seguirà la crisi dovuta al coronavirus, secondo quanto ha riferito il 23 aprile il portavoce del Parlamento di Ankara.

Il Parlamento turco ha tenuto una seduta speciale per il centenario della prima sessione della Grande Assemblea Nazionale, il 23 aprile, una ricorrenza nota anche come “Giornata della Sovranità”. Nel suo discorso di apertura, Mustafa Sentop ha riferito ai legislatori che, a seguito della pandemia, i Paesi di tutto il mondo dovranno discutere di come organizzare il mondo, aggiungendo che la Turchia avrebbe protetto i propri diritti nell’elaborazione del “nuovo ordine mondiale”.

Sottolineando che la pandemia di COVID-19 ha rivelato che l’attuale organizzazione globale non era sostenibile, Sentop ha dichiarato: “Non possiamo parlare di pace se questo equilibrio ingiusto e illegale non viene modificato”. Prima della sessione, alcuni politici turchi di spicco, tra cui il leader del Partito Popolare Repubblicano, Kemal Kilicdaroglu, il capo del Partito Nazionalista, Devlet Bahceli, e il presidente del partito IYI, Meral Aksener, hanno visitato il mausoleo del fondatore della Repubblica di Turchia, Mustafa Kemal Ataturk, nella capitale.

Da parte sua, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, il 21 aprile, aveva già dichiarato che il costo umano e la ricaduta economica hanno trasformato la pandemia di coronavirus in una crisi globale che definisce la nostra era. “Soprattutto la disperazione dei Paesi sviluppati di fronte a una crisi così globale ci costringe a riconsiderare tutte le previsioni future”, aveva aggiunto Erdogan. Il presidente turco aveva poi dichiarato che l’epidemia ha colpito pesantemente sia la vicina Europa sia l’Iran, quindi la Turchia non aveva avuto modo di evitare di sentirne gli effetti.

Erdogan aveva anche sottolineato l’importanza di essere preparati per i nuovi sviluppi nel mondo post-epidemia. Finora la Turchia ha registrato quasi 91.000 casi con un bilancio delle vittime di 2.100 decessi. Da quando è apparso a Wuhan, in Cina, lo scorso dicembre, il coronavirus si è diffuso in almeno 185 Paesi e regioni. I dati raccolti dalla John’s Hopkins University degli Stati Uniti mostrano che le infezioni in tutto il mondo hanno raggiunto quasi 2,5 milioni, con un bilancio delle vittime di quasi 172.000, mentre quasi 660.000 persone sono guarite. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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