Iraq: una formazione dell’esecutivo ostacolata

Pubblicato il 23 aprile 2020 alle 11:47 in Iraq Medio Oriente

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Il premier designato per formare un nuovo governo in Iraq, Mustafa al-Kazemi, ha presentato una prima proposta in occasione di un incontro svoltosi tra il 22 ed il 23 aprile. Tuttavia, non è stato raggiunto alcun accordo.

In particolare, secondo quanto riportato dal quotidiano arabo al-Araby al-Jadeed, la squadra governativa presentata da al-Kazemi non era completa, in quanto mancavano i nomi dei ministri designati per i Ministeri di Difesa, Gioventù, Immigrazione, Industria e Interni, considerati rilevanti all’interno di un esecutivo. Al contempo, alcune fonti politiche hanno riferito che il premier designato ha incontrato l’opposizione di alcuni blocchi, tra cui lo Stato di Diritto con Nuri al-Maliki, e il movimento Sairoon, guidato dal leader del Movimento Sadrista, Muqtada al-Sadr.

Pertanto, al-Kazemi si è impegnato a continuare nelle negoziazioni e, accanto ad altri partiti politici, si continueranno a valutare i curricula dei candidati al futuro governo di Baghdad. Parallelamente, al premier è stato chiesto di completare la squadra e di rivedere alcuni dei nomi proposti ed è probabile che le forze politiche irachene si incontreranno nuovamente nelle prossime 48 ore. Il termine stabilito per formare il nuovo esecutivo è il 9 maggio, data entro la quale sarà il Parlamento a dover approvare quanto proposto.

È dal 30 novembre 2019 che Baghdad si ritrova ad assistere ad un vuoto politico, a seguito delle dimissioni del premier allora in carica, Adel- Abdul Mahdi, ritiratosi dalla scena politica irachena sotto la spinta dalla forte mobilitazione popolare che ha avuto inizio il primo ottobre 2019. Successivamente, l’incarico è stato conferito a Mohammed Tawfiq Alawi, dimessosi il primo marzo scorso, per poi passare ad Adnan al-Zurufi e, infine ad al-Kazemi. Nel frattempo, dal 21 aprile, la popolazione irachena è ritornata a far sentire la propria voce nelle piazze del Paese, tra cui quella della capitale, piazza Tahrir, simbolo del perdurante movimento di protesta.

Il primo ministro designato ha precedentemente affermato che il proprio governo avrà delle “priorità urgenti” da affrontare, oltre a dover prepararsi per elezioni anticipate. Secondo quanto dichiarato da al-Kazemi il 15 aprile, la situazione attuale in Iraq è il frutto degli errori commessi nel processo politico dal 2003, ai quali, pertanto, bisognerà rimediare. Inoltre, il nuovo governo dovrà impegnarsi nel garantire che l’Iraq non diventi un’arena impiegata da forze esterne per regolare i propri conti, riferendosi alle tensioni tra Washington e Teheran. A tal proposito, il neo premier ha riferito che si impegnerà sia in un dialogo con gli Stati Uniti, in cui bisognerà chiarire la natura della loro presenza in Iraq, sia per aprire il Paese verso il mondo islamico ed arabo, sulla base di interessi comuni. Non da ultimo, al-Kazemi ha evidenziato la necessità di creare anche canali di dialogo all’interno dell’Iraq, con il fine di creare istituzioni “sane” e un progetto nazionale che includa tutte le diverse identità che convivono nel Paese.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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