Coronavirus: Putin propone al G20 corridoi speciali per aiuti al Venezuela

Pubblicato il 23 aprile 2020 alle 6:25 in Russia Venezuela

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La Russia ha già inviato al Venezuela migliaia di tamponi per la diagnosi del nuovo coronavirus, ma presto invierà altri dispositivi e materiale sanitario per aiutare la popolazione.

Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, e il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, si sono confrontati martedì durante una conversazione telefonica sull’emergenza COVID-19 e sugli sforzi congiunti per affrontare la pandemia. I due leader hanno inoltre condiviso un’analisi comune della congiuntura internazionale e degli avanzamenti dei progetti di cooperazione tra entrambi i Paesi.

I due capi di Stato concordano nella condanna del mantenimento di misure di blocco economico e sanzioni unilaterali durante un periodo così difficile per l’umanità. Il presidente Putin ha informato il suo omologo venezuelano della proposta che la Russia ha presentato al G20 relativamente ai “corridoi verdi”. Un’iniziativa che, se accolta, permetterebbe ai paesi colpiti da sanzioni di accedere ugualmente a medicine, alimenti e servizi basici per la lotta al nuovo coronavirus. 

La proposta include, inoltre, una moratoria sull’applicazione delle sanzioni, che permetterebbe ai paesi interessati da restrizioni di avere libero accesso ai fondi e conti internazionali, in modo da poter affrontare la pandemia.

La vicepresidente Delcy Rodriguez ha definito l’iniziativa “altruista”, e ha ringrazio il presidente Putin anche per il sostegno che ha dato al dialogo politico in Venezuela per la ricerca di un accordo umanitario per il benessere del popolo venezuelano.

Il presidente Maduro ha ringraziato la Russia per gli aiuti umanitari donati al popolo venezuelano e per il sostegno nella lotta contro il nuovo coronavirus. Oltre a migliaia di test diagnostici per il COVID-19, Putin ha garantito ulteriori spedizioni di dispositivi e strumenti sanitari e ha espresso la necessità di trovare una maggiore coordinazione tra i medici e gli scienziati dei due Paesi, attraverso riunioni in videoconferenza da realizzarsi nei prossimi giorni.

Sono 185 i paesi sono stati colpiti dal Coronavirus SARS-CoV-2 (COVID-19). Secondo l’OMS, nel mondo sono registrati oltre due milioni di casi.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione del 21 aprile, infatti, in totale sono stati rilevati 2.397.216 casi di coronavirus in tutto il mondo (83.006 nuovi casi nelle ultime 24 ore), mentre sale a 162.956 il numero dei deceduti (5.109 nelle ultime 24 ore).

Il maggior numero di vittime si registra negli Stati Uniti, in Italia, Spagna, Francia e Regno Unito. La Cina, epicentro iniziale dell’epidemia, ha annunciato la “sconfitta” della malattia alcune settimane fa.


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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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