Bosnia, immigrazione: annunciata espulsione dei migranti

Pubblicato il 23 aprile 2020 alle 16:26 in Balcani Immigrazione

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro della Sicurezza della Bosnia ed Erzegovina, Fahrudin Radonic, ha annunciato l’espulsione di circa 10.000 migranti dal Paese. 

Nello specifico, rilasciando dichiarazioni alla Televisione federale, mercoledì 22 aprile, Radonic ha commentato che la Bosnia non intende essere “un parcheggio europeo per i migranti” e che per tale ragione stava pianificando l’espulsione dei richiedenti asilo irregolari. 

In particolare, la decisione del ministro della Sicurezza, secondo quanto rivelato, è stata già comunicata al direttore dell’Ufficio Affari Esteri della Bosnia, Slobodan Ujic, al quale è stato richiesto di stilare una lista di 9 o 10.000 migranti economici irregolari, così da poter iniziare a preparare la loro espulsione. In aggiunta, Radonic ha specificato che ciò sarà valido sia per chi decide di iscriversi in modo volontario alla lista per l’espulsione, sia per chi non si lascerà identificare dalle autorità, dato che ciò “rappresenta un enorme problema in materia di sicurezza che sta rovinando la vita dei cittadini”. 

La misura elaborata dal ministro della Sicurezza non riguarderà i rifugiati siriani, dato che questo, ha spiegato Radonic, è un altro problema che deve essere affrontato in maniera diversa. 

Al contrario, ad essere espulsi saranno, secondo le dichiarazioni del ministro, tutti i migranti provenienti da Paesi più ricchi della Bosnia, dove il tasso di disoccupazione è pari a circa il 50% dei cittadini. 

Nel frattempo, il giorno precedente, le unità di polizia della Bosnia avevano avviato un nuovo trasferimento dei migranti che avevano trovato rifugio nelle strade di Bihac, nel Nord-Ovest del Paese. I richiedenti asilo sono stati trasportati in una tendopoli di emergenza creata dal governo, in grado di accogliere circa 1.000 persone. 

La decisione rientra nelle misure volte al contenimento della diffusione del coronavirus nel Paese, dato che nonostante l’imposizione di restrizioni di distanziamento sociale, secondo le autorità circa 1.500 migranti avevano trovato rifugio in sistemazioni antigeniche e rudimentali, sia a Bihac sia in altre città del Nord-Ovest della Bosnia, vicino al confine con la Croazia, meta ambita dai migranti in quanto membro dell’UE. 

La struttura di emergenza creata dal governo, secondo quanto rivelato dall’Organizzazione Internazionale per i Migranti (IOM), la quale dirigerà il campo, è stata dotatadelle infrastrutture necessarie per garantire ai migranti una sistemazione consona, in grado di soddisfare tutte le necessità in materia di cibo, igiene, disinfezione e assistenza medica.  

Già lo scorso 27 marzo, le autorità della Bosnia avevano disposto il trasferimento di migliaia di migranti in un campo a Lipa, a circa 25 chilometri dal confine con la Croazia. Ciò era stato richiesto dalla sede centrale della difesa civile di BihacIn particolare, il sindaco di BihacSuhret Fazlic, aveva dichiarato che i migranti che si aggiravano per la città e per altri comuni rappresentavano un pericolo, in quanto potenziali portatori del virus.   

Secondo i dati diffusi lo scorso 18 febbraio dal ministro della Sicurezza, Fahrudin Radoncic, i migranti in Bosnia risultano essere almeno circa 5.000, di cui 3.500 in centri di accoglienza. I restanti 1.500, invece, hanno trovato rifugio in abitazioni private, nel caso in cui siano partiti con denaro a sufficienza, oppure in strutture abbandonate nei centri delle città. Tuttavia, le stime menzionavano anche l’aumento del numero degli arrivi dei migranti, in tale periodo stimati a circa 80 al giorno.    

In tale clima, in Bosnia si è verificato un aumento del numero di crimini commessi dai migranti, ma ciò nonostante, il Paese non dispone di fondi necessari per incrementare il personale di polizia.   

La principale meta dei migranti in Bosnia sembra essere la Croazia, membro dell’Unione Europea, motivo per cui molti si concentrano nell’area nord-occidentale del Paese, nei pressi del confine con il territorio croato. Tuttavia, i migranti hanno riportato di aver subito violenza da parte della polizia croata, accusata anche di dar fuoco agli abiti dei migranti e di sequestrare i loro telefoni cellulari. Da parte sua, la Croazia ha smentito tali accuse.    

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale   

Jasmine Ceremigna 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.