Tunisia, coronavirus: proteste per le condizioni dei malati in quarantena

Pubblicato il 22 aprile 2020 alle 18:20 in Africa Tunisia

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Le forze di sicurezza tunisine, nella giornata di martedì 21 aprile, hanno disperso i manifestanti che chiedevano di migliorare le condizioni in cui i pazienti affetti da coronavirus stanno trascorrendo la quarantena. Le proteste si sono svolte nel villaggio di al-Qalah, uno dei maggiori hotspot del virus, nella provincia meridionale di Qibli. Alcuni testimoni locali hanno riferito all’agenzia di stampa turca Anadolu che la maggior parte dei manifestanti erano parenti di pazienti affetti dal COVID-19 e chiedevano che i loro cari fossero trasferiti in luoghi adatti alla quarantena. Le autorità tunisine hanno generalmente predisposto i dormitori universitari come alloggi per i casi che non richiedono cure intensive in un ospedale. I pazienti del villaggio di al-Qalah, tuttavia, sono stati messi in quarantena nell’Istituto superiore del turismo a Kantaoui, sempre nella provincia di Qibli, ma ritenuto non adatto alla permanenza degli infetti.

Queste proteste seguono di pochi giorni quelle, molto più imponenti, tenutesi nella capitale per esortare il governo ad affrontare con più decisione e impegno le conseguenze economiche del virus. Il primo ministro Elyes Fakhfakh ha deciso di estendere il blocco nazionale fino al 3 maggio per contenere la diffusione dellepidemia e affermato, domenica 19 aprile, che le restrizioni verranno gradualmente allentate su alcune attività economiche. Il mese scorso, il premier ha garantito un pacchetto da 850 milioni di dollari per combattere gli effetti economici e sociali della pandemia. Finora, il Paese nordafricano ha confermato 901 casi di virus, inclusi 38 decessi e 170 recuperi.

La Tunisia ha altresì imposto, dal 17 marzo, un coprifuoco notturno, dalle 18:00 alle 06:00, e le autorità hanno stabilito ordini di blocco più severi a partire dal 22 marzo. “Fino ad ora abbiamo avuto successo”, ha dichiarato Fakhfakh, aggiungendo: “Tuttavia, non abbiamo ancora superato la pandemia e vogliamo appiattire completamente la curva dei contagi”. Con l’avvento del Ramadan, il coprifuoco inizierà due ore dopo, ovvero alle 20:00. La pandemia ha fermato il turismo, un settore chiave per la Tunisia, e numerose imprese e attività non essenziali sono chiuse dal 4 marzo. La polizia tunisina ha finora arrestato 1.119 persone per aver violato il coprifuoco notturno, mentre 242 cittadini sono stati messi in detenzione per la violazione del blocco, secondo quanto riportato dal portavoce del Ministero degli Interni, Khaled Ayouni. Nel frattempo la presidenza ha annunciato, martedì 31 marzo, che avrebbe rilasciato 1.420 prigionieri per alleviare l’affollamento delle carceri. Secondo la dichiarazione, il presidente Kais Saied ha ordinato altresì di innalzare di standard igienici nelle prigioni. 

La Tunisia, che sta prevedendo di subire una grave recessione economica, sta spingendo la banca centrale a tagliare il suo tasso di interesse chiave di 100 punti base. Fakhfakh ha inoltre annunciato che, per quest’anno, il governo ha ridotto le sue previsioni di crescita dal 2,7% all’1%. Come parte del suo budget fiscale annuale, la Tunisia avrà bisogno di circa 3.6 miliardi di dollari di fondi, di natura interna o esterna. La disoccupazione nel Paese risulta superiore al 15% e raggiunge picchi del 30% in alcune città. Anche l’inflazione è elevata e i governi hanno lottato a lungo per frenare i deficit fiscali e controllare il debito pubblico. Gli analisti avvertono che la crisi globale dovuta al coronavirus colpirà soprattutto il settore del turismo, che rappresenta circa l’8% del PIL nazionale ed è una fonte chiave di valuta estera, con circa 9 milioni di turisti che hanno visitato il Paese lo scorso anno. Contemporaneamente, il settore agricolo sta lottando contro una grave carenza di pioggia.

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Chiara Gentili 

di Redazione

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