Siria, Idlib: in attesa di nuovi colloqui, Assad continua ad attaccare

Pubblicato il 22 aprile 2020 alle 11:50 in Siria Turchia

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Le forze del regime siriano hanno nuovamente condotto attacchi contro la regione di Idlib, nel Nord-Ovest della Siria, all’alba di mercoledì 22 aprile. Nella stessa giornata è atteso un incontro tripartito, da remoto, tra Russia, Iran e Turchia.

Quest’ultimo è da inserirsi nella cornice dei cosiddetti “colloqui di Astana”, in cui Ankara, Mosca e Teheran svolgono il ruolo di garanti. L’obiettivo principale di tale ciclo di incontri è trovare una soluzione permanente al perdurante conflitto civile in Siria, toccando altresì tematiche quali l’elaborazione di una costituzione per il “dopoguerra”, la transizione politica, la sicurezza e il ritorno dei rifugiati. Il primo meeting si è tenuto nel mese di gennaio 2017 in Turchia, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente i colloqui di pace di Ginevra, promossi dalle Nazioni Unite, mentre l’ultimo, il 14esimo, ha avuto luogo il 10 e 11 dicembre 2019.

Per quanto riguarda la situazione a Idlib, il quotidiano arabo al-Araby al-Jadeed, ha riferito che l’esercito del governo siriano, affiliato al presidente Bashar al-Assad, ha bombardato, per mezzo di artiglieria pesante, alcuni villaggi della regione Nord-occidentale e, nello specifico, Kansafra, al-Fateera e Jabal al-Zawiya, nel Sud di Idlib, dove sono stati causati danni materiali, sebbene limitati. A detta di fonti locali, le forze di Assad conducono attacchi quotidianamente in tali zone e il timore è che queste possano avanzare sempre di più, impedendo ai civili di fare ritorno nei propri villaggi.

Gli episodi giungono in un clima di relativa tregua, ottenuta grazie all’entrata in vigore dell’accordo raggiunto il 5 marzo dal presidente russo, Vladimir Putin, e dal suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, alla presenza dei ministri degli Esteri di entrambi i Paesi. Oltre al cessate il fuoco nella regione Nord-occidentale, le due parti hanno stabilito la creazione di un corridoio umanitario da porsi lungo una delle principali autostrade che percorrono la provincia di Idlib, da Est a Ovest, e l’organizzazione di pattuglie congiunte, il cui avvio, previsto per il 15 marzo, è stato più volte bloccato dalle proteste di ribelli e civili.

Negli ultimi 48 giorni gli attacchi del regime sono stati sporadici e, secondo quanto riferito dal quotidiano aabo, non vi sono state vittime civili. Inoltre, grazie all’intesa, a detta della Difesa civile siriana, sono circa 185.000 gli sfollati ed i rifugiati situati vicino al confine tra Siria e Turchia che sono riusciti a ritornare nelle proprie abitazioni nelle aree rurali di Idlib e Aleppo. Dal canto suo, il presidente turco Erdogan, in un incontro governativo del 20 aprile, ha accusato le forze del regime siriano di aver intensificato le proprie azioni aggressive, traendo vantaggio dalla pandemia di coronavirus in corso. Tuttavia, Ankara si è detta disposta a salvaguardare l’accordo del 5 marzo e ad ostacolare gli attacchi dell’esercito di Assad. Inoltre, ha affermato Erdogan, se il regime continuerà ad agire in tal modo e a violare il cessate il fuoco, ne pagherà le conseguenze con gravi perdite.

Le tensioni in Siria hanno avuto inizio il 15 marzo 2011 e da allora non si sono più placate. Queste vedono contrapporsi gruppi di ribelli, sostenuti dalla Turchia, e il presidente Assad, appoggiato da Mosca. L’esercito del governo è riuscito a prendere il controllo di circa il 70% del territorio nazionale, ma Idlib continua a rappresentare l’ultima roccaforte posta, in buona parte, sotto il controllo delle forze di opposizione. Per tale motivo, è al centro di una violenta offensiva sin dal mese di aprile 2019.

L’incontro del 22 aprile giunge dopo che, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, si è recato a Damasco, il 20 aprile, e ha incontrato il presidente siriano. I due interlocutori hanno discusso di diverse questioni regionali e internazionali, tra cui la diffusione di Covid-19. Secondo fonti diplomatiche uno degli obiettivi della visita di Zarif è stato manifestare l’appoggio di Teheran ad Assad e al regime siriano.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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