Libia, Tripoli: Haftar lancia più di 30 missili contro quartieri residenziali

Pubblicato il 22 aprile 2020 alle 17:31 in Africa Libia

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Le forze dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidate dal generale Khalifa Haftar, hanno condotto un attacco aereo contro i quartieri residenziali nell’Est della capitale Tripoli e l’aeroporto di Mitiga, mercoledì 22 aprile.

A riferirlo, attraverso il proprio account Facebook, l’Operazione Vulcano di Rabbia, ovvero la risposta del governo tripolino all’offensiva di Haftar intrapresa il 4 aprile 2019. Questa ha dichiarato di aver abbattuto circa 30 missili di tipo Grad presso l’area periferica di Shurfat al-Malāha, nel distretto tripolino di Arada, e di Mitiga, e che l’attacco ha causato il ferimento di 3 civili libici. Tale informazione è stata successivamente ribadita dal Ministero della Salute tripolino, secondo cui i feriti in totale sono stati 4, di cui un africano, e alcuni versano in gravi condizioni.

Il distretto di Arada era stato precedentemente colpito, il 18 aprile, quanto l’Operazione Vulcano di Rabbia aveva riferito del ferimento di 10 civili, tra cui 4 bambini, a seguito di un bombardamento perpetrato dalle forze dell’LNA contro i quartieri residenziali della zona, causando altresì ingenti danni materiali alle abitazioni civili.

Nonostante i ripetuti appelli a livello internazionale rivolti alle parti impegnate nel conflitto libico, ovvero il generale Haftar ed il governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), entrambi continuano a condurre attacchi ed operazioni militari nel Sud della capitale così come in altre regioni libiche. In particolare, il 25 marzo scorso, il GNA ha dato avvio ad una nuova offensiva, dal nome “Tempesta di pace”, il cui scopo è contrastare l’avanzata dell’LNA.

In tale quadro, il 13 aprile, le forze tripoline sono riuscite a prendere il controllo di circa 8 località sulla costa occidentale libica, tra cui Sorman, Sabrata, Mitrid e al-‘Ajilat, raggiungendo un primo progresso dall’inizio dell’offensiva di Haftar contro Tripoli. Successivamente, il 18 aprile, un’ulteriore offensiva del GNA ha riguardato Tarhuna, contro cui stati condotti circa 20 raid aerei. Tarhuna, situata a circa 90 km a Sud- Est della capitale Tripoli, è una delle maggiori città libiche sotto il controllo delle forze di Haftar e, per quest’ultimo, rappresenta una base strategica da cui lanciare attacchi contro la capitale. Inoltre, dopo la perdita di Gharyan, del 27 giugno 2019, la città costituisce una roccaforte rilevante per l’LNA.

La perdurante instabilità in Libia ha avuto inizio il 15 febbraio 2011, data che ha segnato lo scoppio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato dal primo ministro Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione