Iran: in orbita Noor 1, il primo satellite militare

Pubblicato il 22 aprile 2020 alle 11:09 in Iran Medio Oriente

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Il Corpo della Guardie della Rivoluzione Islamica ha annunciato, mercoledì 22 aprile, di aver lanciato in orbita il primo satellite militare fabbricato nel Paese, Noor 1.

La notizia è stata riportata anche dal quotidiano arabo al-Araby al-Jadeed, sulla base di quanto riferito dall’agenzia di stampa delle stesse guardie rivoluzionarie, Sepah News. In particolare, il satellite dal nome “Noor”, termine arabo e persiano che significa “luce”, è partito dalla base situata nel deserto centrale dell’Iran di Kavir, ed è stato posto, “con successo”, in un’orbita a 425 km dalla Terra. Il lancio è avvenuto in due fasi, per mezzo di un lanciamissili di tipo Qased, il quale utilizza una combinazione di carburanti allo stato solido e liquido. Tuttavia, non sono stati riferiti ulteriori dettagli sulla tecnologia di tale supporto.

Per le guardie iraniane si tratta di un grande risultato, nonché di una notevole trasformazione, raggiunti nel campo dello spazio, e dimostra i progressi ottenuti nello sviluppo di satelliti non militari. L’episodio giunge dopo che, il 9 febbraio scorso, un altro satellite, denominato Zafar, non era riuscito a giungere verso l’orbita prefissata, pari a 540 km sopra la Terra, a causa del mancato raggiungimento della velocità richiesta, sebbene sia, però, riuscito a completare il 90% del percorso prestabilito.

L’obiettivo di Zafar era ottenere immagini e dati da utilizzare nel campo delle comunicazioni. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno più volte messo in dubbio gli scopi pacifici del programma iraniano previsto per i propri satelliti, ritenendolo una copertura per sviluppare ulteriormente missili balistici. Sebbene l’Iran abbia affermato di non voler produrre armi nucleari, Washington teme che i test condotti possano essere funzionali anche al lancio di testate nucleari. Parallelamente, diverse critiche sono giunte anche da altri Paesi occidentali. Tra questi, il Ministero degli Esteri francese aveva dichiarato che, con il lancio di Zafar, Teheran era venuto meno agli obblighi internazionali relativi all’impiego di tecnologie per i missili balistici, soprattutto intercontinentali, tra cui la risoluzione 2231 del Consiglio di Sicurezza. Si tratta di accuse che l’Iran ha ripetutamente negato, ribadendo come nel Paese sia vietato fabbricare missili in grado di trasportare testate nucleari.

Gli episodi sono da inserirsi in un clima particolarmente teso per le relazioni tra Washington e Teheran, segnato da alcune vicende susseguitesi a cavallo tra il 2019 ed il 2020. Tra queste, nelle prime ore dell’8 gennaio, due basi situate nelle regioni irachene di Erbil e al-Anbar, ospitanti altresì soldati statunitensi, sono state colpite da una serie di missili, lanciati da Teheran per rivendicare la morte del generale della Quds Force, Qassem Soleimani, avvenuta il 3 gennaio scorso a seguito di un raid ordinato dagli Stati Uniti contro l’aeroporto di Baghdad.

Ad aver peggiorato ulteriormente la situazione a priori vi è stata la decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dell’8 maggio 2018, il quale si è ritirato unilateralmente dall’accordo sul nucleare iraniano, raggiunto nel 2015. Ciò ha causato l’imposizione di sanzioni contro Teheran ed un successivo inasprimento delle relazioni tra USA e Iran, a fronte delle possibili conseguenze economiche. Queste sono state particolarmente evidenti anche con lo scoppio dell’emergenza coronavirus, quando l’amministrazione Trump ha continuato ad ostacolare le richieste di sostegno economico dell’Iran e a incrementare le proprie sanzioni.

Allo stesso tempo, Teheran è stata messa sotto accusa anche in altri contesti. Tra le ultime mosse più rilevanti, Francia, Germania e Regno Unito, il 14 gennaio scorso, hanno attivato il meccanismo di risoluzione delle dispute, dopo le accuse rivolte contro l’Iran circa le violazioni commesse nell’ambito dell’accordo sul nucleare. La mossa potrebbe portare le Nazioni Unite a reintrodurre le sanzioni contro il Paese.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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