Coronavirus: nessuna estensione dello stato di emergenza in Repubblica Ceca

Pubblicato il 22 aprile 2020 alle 16:04 in Europa Repubblica Ceca

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In Repubblica Ceca lo stato di emergenza proclamato a causa del coronavirus terminerà il 30 aprile. 

È quanto emerso in seguito alle dichiarazioni del premier, Andrek Babis, il quale ha annunciato di non avere intenzione di prolungare ulteriormente la misura, la quale vige nel Paese dallo scorso 13 marzo. 

Le dichiarazioni del premier giungevano in risposta alla proposta del leader del secondo partito della coalizione di governo, i socialdemocratici, Jan Hamacek, il quale aveva richiesto un’ulteriore estensione dello stato di emergenza. Tuttavia, Hamacek aveva aggiunto che in caso di opposizione da parte del premier non avrebbe insistito. 

La ferma posizione del premier deriva anche dal programma di scansione di massa annunciato il giorno precedente dalla Repubblica Ceca, la quale intende effettuare le analisi degli anticorpi su 27.000 cittadini, per ottenere informazioni sul numero di persone entrate a contatto con il coronavirus. 

Nello specifico, il programma, avviato mercoledì 22 aprile, coinvolgerà i cittadini di ogni fascia di età che vivono in quattro regioni selezionate dal governo, dalle meno colpite a quelle con più casi. Secondo quanto rivelato dal direttore dell’Istituto nazionale di statistica e informazioni sanitarie, Lasidlav Dusek, i risultati, previsti per i primi giorni di maggio, serviranno al governo per avere dati più precisi sui casi asintomatici, grazie ai quali potranno essere adottate politiche più efficienti sugli step da intraprendere nei prossimi mesi.  

A tale riguardo, il ministro della Salute, Adam Vojtech, ha dichiarato che lo studio che ne deriverà sarà una guida fondamentale per il governo, dato che più alto sarà il numero dei cittadini entrati in contatto con il virus, migliore sarà il contesto in cui l’esecutivo dovrà agire. 

Le analisi che verranno eseguite sui cittadini, secondo quanto emerso, saranno diverse dai tamponi utilizzati per accertare la positività al virus. Nello specifico, gli esami consistono in un test diagnostico rapido per la rilevazione degli anticorpi, grazie al quale sarà possibile eseguire una mappatura dei cittadini che nelle settimane scorse sono entrate a contatto con il coronavirus. Chi risulterà positivo, inoltre, dovrà sottoporsi al tampone, per verificare l’eventuale permanenza del virus. 

In merito a ciò, il viceministro alla Salute, Roman Prymula, ha dichiarato di ritenere che i cittadini entrati in contatto con il coronavirus siano inferiori al 10%, il che rappresenterebbe un risultato minore, dato che metterebbe in evidenza l’inesistenza di una “immunità di massa” nel Paese. 

In generale, rivela Reuters, la pandemia ha colpito in maniera più lieve la Repubblica Ceca, la quale conta circa 10.7 milioni di abitanti. Ciò è stato possibile anche grazie alle misure restrittive che Praga ha adottato molto presto, tra cui la chiusura delle scuole e delle attività commerciali, la chiusura dei confini e l’obbligo di indossare dispositivi di protezione individuale in luoghi pubblici. Tuttavia, numerose sono le pressioni esercitate sul governo per l’accelerazione della rimozione delle restrizioni. 

Secondo i dati rivelati dall’emittente radiofonica pubblica della Repubblica Ceca, i casi accertati di coronavirus nel Paese sono oltre 7.000, di cui 201 morti. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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