Coronavirus, Messico: tensione tra Stati e Governo federale

Pubblicato il 22 aprile 2020 alle 9:32 in America Latina Messico

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La crisi del coronavirus in Messico ha aggravato il confronto tra il governo centrale, di Andrés Manuel López Obrador, e i poteri locali. La mancanza di preparazione e forniture ha portato a numerose polemiche nelle ultime settimane. I governatori si stanno lamentando del fatto che l’amministrazione federale non ha fornito loro risorse straordinarie per far fronte a una situazione che metterà grande pressione sull’apparato sanitario locale. Nelle prossime due settimane, almeno fino al picco dell’epidemia, il contrasto principale sarà l’inasprimento delle misure.

Il governo di Città del Messico ha evitato di decretare un ordine nazionale affinché l’isolamento sia rigorosamente rispettato. “Finora abbiamo ottenuto buoni risultati perché le persone hanno applicato le misure, ci hanno aiutato e si sono comportati in modo esemplare senza divieti, senza l’uso della forza, senza un coprifuoco” – ha spiegato giovedì López Obrador.

I governi locali, tuttavia, la vedono diversamente. Jalisco, quarto stato più popoloso del Messico, situato nella parte occidentale del Paese, ha stabilito una quarantena obbligatoria e ha rafforzato la sorveglianza dei suoi confini. Il governo locale desidera impedire l’ingresso di persone infette, principalmente dalla zona della Valle del Messico, dove si trova la capitale, principale focolaio di infezione. Per fare ciò, ha stabilto una “cintura di sicurezza” insieme ai governi degli stati di Guanajuato, nel Messico centrale, Nayarit, Colima e Michoacán, sulla costa del Pacifico. Anche quest’ultimo Stato, Michoacán, ha adottato un isolamento obbligatorio. “Nessuno senza compiti essenziali sarà in grado di uscire per strada” – ha detto domenica il governatore Silvano Aureoles.

Sulla costa dell’Atlantico è lo stato di Quintana Roo ad avere imposto le misure più restrittive. Cancún è una città militarizzata, gli elicotteri che sorvolano le spiagge per contrastare il narcotraffico, sono ora utilizzati per controllare il rispetto delle misure di isolamento sociale.

Lo scontro tra il presidente e i governatori potrebbe intensificarsi nei prossimi giorni. Lunedì 20 aprile, il presidente ha dichiarato che studierà caso per caso le richieste degli Stati di ricevere denaro straordinario per la crisi. López Obrador ha affermato che molti Stati hanno smesso di accedere alle risorse perché le entrate locali sono crollate. Come suggerimento, ha chiesto ai dirigenti locali di copiare il piano di austerità sostenuto dal governo federale. “Riducete le spese senza licenziare i lavoratori, ma per pagare l’elettricità, non per pagare così tanto di spese telefoniche, così tanto la benzina, così tanto i viaggi, i permessi, ecc. È così che vengono liberati i fondi” – ha raccomandato nonostante l’austerità sia stata scoraggiata da vari specialisti per affrontare una crisi economica che bussa sempre più alle porte del Messico.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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