Sudafrica: al vaglio misure economiche per fronteggiare il coronavirus

Pubblicato il 21 aprile 2020 alle 21:10 in Africa Sudafrica

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Il governo sudafricano sta valutando una serie di proposte per sostenere l’economia danneggiata dal Covid-19, tra cui la potenziale vendita di bond definiti a “impatto sociale” dal valore di 100 miliardi di rand, circa 5,3 miliardi di dollari.

Tali suggerimenti sono stati presentati al governo dai propri dipartimenti, da un gruppo di consiglieri presidenziali e da un gruppo di economisti indipendenti, molti dei quali, nella propria carriera, hanno occupato posizioni di alto livello. In particolare, secondo quanto affermato dal suo presidente, Stuart Theobald, la proposta dei bond è stata presentata da Intellidex, una società sudafricana di consulenza sui mercati di capitali e di servizi finanziari.

L’amministrazione del presidente sudafricano, Cyril Ramaphosa, è sotto pressione per trovare una risposta alla crisi economica di cui il Paese soffre da diverso tempo e che, ultimamente, è stata ulteriormente aggravata dalla pandemia di coronavirus.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), il deficit di bilancio del Sudafrica potrebbe aumentare fino a superare il 10% del PIL, e il Paese dispone di pochissimi spazi finanziari per stimolare l’economia, destinata a contrarsi anche nel 2020, in seguito alla recessione già registrata nel 2019.

Il Tesoro non ha fornito spiegazioni dettagliate circa le domande sui bond. Theobald ha specificato che se la proposta verrà approvata, i bond saranno venduti a livello nazionale e internazionale per finanziare le spese sanitarie impreviste e potrebbero essere utilizzati per mitigare l’impatto economico della crisi. 

Il governo sudafricano sta altresì considerando altre proposte da parte di un gruppo di economisti, guidato da Miriam Altman, un’economista che fa parte della Commissione di Pianificazione Nazionale dell’esecutivo. Tali misure includono garanzie governative per i prestiti bancari alle imprese in difficoltà e il sostegno salariale.

L’epidemia di coronavirus ha avuto pesanti ripercussioni sull’economia del Paese africano. Nei primi tre mesi del 2020, la crescita si è ridotta dell’1,5%, poiché il virus ha causato perdite significative su due principali fonti di reddito del Sudafrica, quali l’estrazione mineraria e il turismo. Una relazione pubblicata da una sussidiaria della società di revisione Price Waterhouse Coopers ha reso noto la capacità del mercato cinese di assorbire la produzione di metallo sudafricana, che ogni anno è pari a 450 milioni di euro. Tuttavia, l’annunciata diminuzione dell’1% della crescita della Cina potrebbe generare una riduzione della domanda di materie prime sudafricane. 

Per far fronte a tali difficoltà, lo scorso 29 marzo il ministro delle Finanze sudafricano, Tito Mboweni, ha annunciato un piano di provvedimenti fiscali eccezionali per le imprese. In tale occasione, il ministro ha altresì affermato che le misure previste, in vigore dal primo aprile, andavano oltre le proposte fiscali adottate nella revisione del bilancio 2020, e sono state promosse alla luce dello stato nazionale di disastro dichiarato dal presidente Cyril Ramaphosa, il 15 marzo.

Nel dettaglio, il Tesoro ha introdotto un sussidio fiscale per i datori di lavoro e per i dipendenti del settore privato, destinato a coprire circa 4 milioni di lavoratori, ha accelerato rimborsi di incentivo fiscale per l’occupazione, rendendoli disponibili ogni mese invece di due volte all’anno, al fine di immettere liquidità nelle mani di datori di lavoro, e ha consentito ad alcune imprese di ritardare il 20% di debiti fiscali dei propri dipendenti nei prossimi quattro mesi.

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Mariela Langone

di Redazione

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