Siria: abbattuti missili di Israele vicino Palmira

Pubblicato il 21 aprile 2020 alle 10:28 in Israele Siria

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Le forze di difesa aerea siriana hanno riferito di aver intercettato e colpito diversi missili lanciati attraverso aerei da guerra israeliani, nella notte del 20 aprile.

Secondo quanto dichiarato, questi sono stati abbattuti nei pressi del sito archeologico di Palmira, nella periferia Est di Homs, nel centro della Siria. La TV di Stato siriana non ha specificato ulteriori dettagli in merito all’episodio, mentre è stato l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR) ad aver rivelato che l’obiettivo dei missili israeliani era costituito dalle postazioni di combattenti filoiraniani situate nelle aree desertiche vicino Palmira. Inoltre, gli aerei di Israele, è stato riportato, avevano precedentemente sorvolato lo spazio aereo del Libano. L’agenzia di stampa siriana, dal canto suo, ha affermato che il target dell’attacco era costituito, invece, dalle postazioni dell’esercito siriano ad al-Sukhna, a circa 120 km a Est di Palmira, e ad al-‘Amariya. Nel corso della giornata del 21 aprile, il SOHR ha poi affermato che l’attacco ha causato la morte di 9 combattenti filo-regime appartenenti, nello specifico, a milizie fedeli all’Iran e ad Hezbollah. Il bilancio delle vittime include, inoltre, 3 combattenti di nazionalità siriana.

Uno degli ultimi episodi che ha visto coinvolto Israele in Siria risale alla notte tra il 31 marzo ed il primo aprile, quando le forze di difesa aerea siriana hanno riferito di aver colpito e abbattuto circa 8 missili provenienti da Israele, prima che questi colpissero la base aerea di Shayrat, situata nella provincia siriana di Homs. Il 15 aprile, inoltre, un drone, presumibilmente di provenienza israeliana, ha colpito un’auto con a bordo membri di Hezbollah, mentre viaggiava al confine tra Siria e Libano, presso il villaggio di Jdeidat Yabous, situato a 45 km a Ovest di Damasco.

Sin dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran, i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. A tal proposito, Israele si è detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. In particolare, Teheran starebbe cercando di creare una propria base militare permanente. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah.

Nel mese di febbraio 2020, gli attacchi israeliani hanno causato 7 vittime tra le forze del regime siriano e del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica iraniane. Tra gli ultimi episodi, una violenta escalation ha avuto inizio quando raid aerei israeliani sono stati condotti, nella notte di domenica 23 febbraio, contro alcune postazioni del Jihad Islamico palestinese in Siria, nei pressi di Damasco, causando l’uccisione di due militanti palestinesi. A detta di Israele, si trattava di luoghi impiegati per la ricerca e lo sviluppo di armi, fabbricati poi in Siria e sulla Striscia di Gaza, in cui vengono altresì prodotti decine di chilogrammi di combustibile per razzi ogni mese.

Sia l’Iran sia Hezbollah appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad, nella guerra civile in Siria, sin dal 2012. Il conflitto siriano ha avuto inizio il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Al momento, i gruppi armati appoggiati dall’Iran, e guidati da Hezbollah, sono riusciti a prendere il controllo di vaste aree della Siria orientale e meridionale, così come di diversi sobborghi della capitale Damasco. In tale quadro, il 20 aprile, il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, ha incontrato il presidente Assad a Damasco. Il meeting, secondo alcuni, ha avuto lo scopo di ribadire il sostegno di Teheran al regime siriano.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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