NATO: nuova esercitazione nel Mediterraneo

Pubblicato il 21 aprile 2020 alle 15:20 in Italia NATO

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Le unità del Secondo Gruppo Navale Permanente della NATO (SNMG-2) hanno concluso un’esercitazione, durata tre giorni, nel Mar Mediterraneo. 

È quanto si apprende da un comunicato ufficiale rilasciato lunedì 20 aprile dall’Alleanza, nel quale si legge che l’esercitazione si è tenuta dal 15 al 18 aprile e ha incluso attività di addestramento aereo delle Forze dell’Aviazione della Grecia e esercitazioni sulle operazioni di manovra, comunicazione e rifornimento in mare, con il coinvolgimento dell’imbarcazione della Marina tedesca “Berlino”. In aggiunta, nel corso dei tre giorni, sono state portate a termine anche esercitazioni sia in superficie sia sottomarine e addestramenti per quanto riguarda le procedure di imbarco delle unità. 

L’obiettivo dell’esercitazione, secondo quanto dichiarato dal comandante del Secondo Gruppo Navale Permanente della NATO, il contrammiraglio italiano Paolo Fantoni, è stato il mantenimento delle capacità operative e della prontezza delle unità, rafforzandone al tempo stesso l’interoperabilità e le abilità, in maniera tale da garantire all’Alleanza di disporre di uno strumento sempre pronto, nonostante l’emergenza da coronavirus. 

In particolare, il comandante della SNMG-2 ha sottolineato che le contromisure adottate per prevenire ogni forma di contatto con il coronavirus, il che rappresenta una delle priorità della missione della NATO, consentono di mantenere invariata la prontezza delle unità e dell’Alleanza. 

In aggiunta, Fantoni ha rivelato che nel corso dei tre giorni di esercitazione, l’SNMG-2 ha attraversato le acque a Sud dell’Italia e ciò ha consentito di portare avanti anche alcune attività di addestramento con il coinvolgimento di due fregate italiane, la Alpino e la Federico Martinengo, e tre squadre aeree costiere. L’Italia, secondo quanto rivela la Marina Militare di Roma, è al comando della SNMG-2 dal 16 dicembre 2019 

L’esercitazione condotta nel Mediterraneo non è stata l’unica ad essere stata portata a termine nonostante l’emergenza da coronavirus in atto. Precedentemente, lo scorso 17 aprile, la NATO aveva annunciato che due cacciatorpediniere degli Stati Uniti avevano preso parte a un’esercitazione della NATO nel Mar Baltico e nel Mar Nero, anch’essa dimostrazione dell’impegno costante dell’Alleanza anche in situazioni di emergenza, come quella in atto a causa del coronavirus.  

In seguito all’annuncio, una portavoce della NATO, Oana Lungescu, aveva dichiarato che tali esercitazioni giungono in dimostrazione del fatto che gli Alleati Atlantici stiano continuamente lavorando insieme, essendo determinati ad assicurare che potenziali avversari non sfruttino la situazione corrente per i propri interessi. In aggiunta, Lungescu aveva sottolineato che se la NATO conduce tali operazioni nel rispetto di tutte le misure di sicurezza necessarie per evitare il contagio da coronavirus e proteggere le sue Forze, al tempo stesso l’Alleanza vuole ribadire che la sua prontezza operativa non è stata compromessa dalla pandemia in atto.  

Tali parole riprendevano quanto già dichiarato lo scorso 1° aprile dal segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, il quale aveva ribadito che le capacità dell’Alleanza non hanno subito gli effetti del coronavirus. In particolare, Stoltenberg aveva ammesso di aver apportato alcuni aggiustamenti alle proprie esercitazioni, cancellandone alcune e riducendo la portata di altre, ma ciò, aveva specificato Stoltenberg, non minaccia la prontezza operativa della NATO, dato che l’Alleanza continua a sorvegliare i suoi cieli e confini e procede con le sue missioni.    

Le dichiarazioni del segretario generale della NATO erano giunte in risposta ai sospetti sulle intenzioni della Russia di utilizzare la pandemia per mettere alla prova la prontezza della Difesa dell’Alleanza, dopo aver registrato livelli significativi di attività da parte della Russia nei pressi dei confini con la NATO. Da parte sua, la Russia sostiene che le esercitazioni condotte sono tese a mettere alla prova la prontezza delle proprie truppe di fronte a qualsiasi ostacolo, in questo caso rappresentato dalla pandemia in atto.    

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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