Erdogan: la pandemia è “la più grande crisi dalla Seconda Guerra Mondiale”

Pubblicato il 21 aprile 2020 alle 20:49 in Medio Oriente Turchia

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Il costo umano e la ricaduta economica hanno trasformato la pandemia di coronavirus in una crisi globale che definisce la nostra era, ha dichiarato il presidente turco, il 21 aprile.

“Con la sua ricaduta economica, la pandemia si è trasformata nella più grande crisi dalla Seconda Guerra Mondiale”, ha dichiarato Recep Tayyip Erdogan durante una videoconferenza del Consiglio di Amministrazione Centrale del suo partito, Giustizia e Sviluppo (AK). “Soprattutto la disperazione dei Paesi sviluppati di fronte a una crisi così globale ci costringe a riconsiderare tutte le previsioni future”, ha aggiunto Erdogan.

Il presidente turco ha poi dichiarato che l’epidemia ha colpito pesantemente sia la vicina Europa sia l’Iran, quindi la Turchia non ha avuto modo di evitare di sentirne gli effetti. Tuttavia, il suo governo ha adottato le misure necessarie in tempo grazie alla sua solida infrastruttura sanitaria, ha aggiunto. La Turchia garantirà l’adozione delle misure “di massimo livello” durante il mese santo del Ramadan, che inizierà venerdì 24 aprile, ha aggiunto, affermando: “puntiamo a tornare alla vita normale dopo le vacanze dell’Eid”, in riferimento alla festività con cui si conclude il Ramadan.

Erdogan ha anche sottolineato l’importanza di essere preparati per i nuovi sviluppi nel mondo post-epidemia. Finora la Turchia ha registrato quasi 91.000 casi con un bilancio delle vittime di 2.100 decessi. Da quando è apparso a Wuhan, in Cina, lo scorso dicembre, il coronavirus si è diffuso in almeno 185 Paesi e regioni. I dati raccolti dalla John’s Hopkins University degli Stati Uniti mostrano che le infezioni in tutto il mondo hanno raggiunto quasi 2,5 milioni, con un bilancio delle vittime di quasi 172.000, mentre quasi 660.000 persone sono guarite. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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