Coronavirus: anche l’UE accusa la Russia e la Cina

Pubblicato il 21 aprile 2020 alle 16:26 in Cina Europa Russia

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Secondo una versione trapelata di un report dell’Unione Europea, funzionari e attori supportati dai governi di Russia e Cina sono colpevoli di aver diffuso notizie false e teorie complottiste sul coronavirus. 

È quanto rivelato in anteprima, martedì 21 aprile, da Politico, il quale ha annunciato di essere entrato in possesso del report della Divisione Comunicazioni Strategiche (StratCom) del Servizio di Azione Esterna dell’UE (EEAS), la quale si occupa del contrasto alla disinformazione, ancora non reso pubblico. 

Nello specifico, il documento sostiene che fonti ufficiali, media e profili social controllati dalla Russia hanno portato avanti una campagna di disinformazione coordinata, disseminando notizie false in ambito sanitario. Le principali vittime, aggiunge il documento, sono state le piccole agenzie e siti di informazione all’interno e all’esterno dell’UE, non essendo dotate di adeguati strumenti di controllo. 

Per quanto riguarda la Cina, invece, il report sostiene che Pechino abbia portato avanti un’azione di disinformazione globale, volta a ripristinare la propria reputazione. In particolare, l’obiettivo della Cina è stato quello di far deviare la responsabilità dello scoppio della pandemia e di migliorare la proria reputazione internazionale. Il tutto, aggiunge il documento dell’UE, è stato portato avanti con tecniche e attività sia allo scoperto, sia celate. 

Come risultato di tale strategia, la disinformazione ha già iniziato, secondo il report, a produrre i suoi primi effetti. In particolare, l’UE ha raccolto prove in merito agli impatti diretti delle notizie false sul coronavirus sulla salute e la sicurezza pubblica. 

Lo scorso 14 aprile, anche l’ambasciatrice degli Stati Uniti presso la NATO, Kay Bailey Hutchisonaveva accusato Russia e Cina di condurre una campagna di disinformazione contro le potenze occidentali.  

Nello specifico, Hutchison aveva rivelato che la NATO è preoccupata dalle campagne di disinformazione portate avanti dalla Russia e dalla Cina, le quali disseminano false notizie sull’origine della pandemia, cercando di provocare scontento nei confronti dell’alleanza e tra i suoi stessi membri. In aggiunta, Hutchison aveva dichiarato che sono false alcune notizie in merito al tentativo di Russia e Cina di fornire aiuto, così come non corrispondono alla verità le informazioni sull’inizio della pandemia in Europa o negli Stati Uniti.   

Tutto ciò, aveva sottolineato l’ambasciatrice statunitense, rientra nella modalità di guerra ibrida e cibernetica indirizzata contro l’Alleanza da parte di Russia e Cina, le quali cercano di sminuire l’importanza della NATO in un momento delicato come quello attuale, in cui si è in cerca di protezione e aiuto.  

In aggiunta, per quanto riguarda la Cina, già lo scorso 17 marzo il South China Morning Post aveva sottolineato che dopo aver raggiunto livelli controllabili di diffusione del virus all’interno del proprio territorio, la Cina si stia ora concentrando sull’attuazione della sua strategia diplomatica correlata al coronavirus. Nello specifico, tale strategia, secondo gli esperti, si articola in modo binario. Da un lato vi è la fornitura di strumenti e dotazioni mediche, al prezzo di mercato o in via gratuita, ai Paesi maggiormente colpiti, come l’Italia e la Spagna. Dall’altro lato, la Cina organizza sessioni di condivisione di esperienze.      

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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