Benin: pirati attaccano nave portoghese

Pubblicato il 21 aprile 2020 alle 18:04 in Benin Portogallo

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Un gruppo di pirati ha attaccato, al largo della costa del Benin, una nave battente bandiera del Portogallo e ha rapito il suo capitano, di nazionalità bulgara, oltre a 7 marinai. È quanto ha riferito, martedì 21 aprile, una dichiarazione del Ministero degli Esteri bulgaro affermando che i pirati hanno assalito la nave Tommi Ritscher nel porto di Cotonou, nel Golfo di Guinea. Altri 11 membri dell’equipaggio sono stati rilasciati. La Bulgaria ha dichiarato di aver chiesto maggiori informazioni al Ministero degli Esteri del Benin, ma, finora, non è stata ancora fornita nessuna risposta. Un rappresentante dell’ambasciata della Russia in Benin ha riferito, secondo quanto reso noto dallagenzia di stampa Reuters, che tra gli ostaggi ci sono 3 cittadini russi.

Quella in Benin è solo lultima aggressione piratesca avvenuta negli ultimi mesi lungo le coste del Golfo di Guinea. Mentre la pirateria è diminuita in tutto il mondo, il Golfo dellAfrica occidentale continua ad essere un’area ad alto rischio di rapimenti e sequestri, tanto da superare il Golfo di Aden, adiacente alla Somalia, per numero di attacchi. Uno degli episodi più recenti si è verificato il 16 gennaio, quando una nave commerciale, di proprietà di una compagnia greca, è stata attaccata da un gruppo di pirati nel Golfo di Guinea. Il 30 dicembre, un’altra petroliera greca era stata presa d’assalto al largo del Camerun e 8 persone erano state rapite, mentre una era rimasta ferita, nel corso del raid. L’equipaggio della nave contava in totale 28 persone.

Un altro incidente piuttosto recente è avvenuto il 22 dicembre a Libreville, quando un gruppo di pirati ha attaccato il porto della capitale del Gabon, uccidendo il capitano di una nave, di nazionalità gabonese, e prendendo in ostaggio 4 marinai di nazionalità cinese. Le autorità avevano riferito, in tale occasione, che gli attacchi erano stati perpetrati contro 4 navi. Due erano pescherecci della Sigapeche, una compagnia cino-gabonese cui appartenevano i 4 marinai cinesi. La terza nave faceva parte della compagnia di trasporti marittimi Satram, con sede a Port-Gentil, in Gabon, mentre la quarta era una nave mercantile battente bandiera panamense. Qualche giorno prima, il 15 dicembre un gruppo di pirati aveva attaccato una petroliera nei pressi del Togo e rapito 20 membri del suo equipaggio. Il 3 dicembre, altri 19 marinai erano stati rapiti a largo della Nigeria e, all’inizio del mese di novembre, 4 membri dell’equipaggio di un’imbarcazione greca erano stati sequestrati. In tale contesto, il 16 dicembre, l’IMB aveva dato indicazioni alle navi che percorrono il Golfo della Guinea di mantenersi ad almeno 200 miglia nautiche di distanza dalla costa, con una distanza preferibile di 250 miglia nautiche. In particolare, l’IMB ha specificato che i pirati spesso dirottano le navi per diversi giorni, abbastanza a lungo per saccheggiare il carico e richiedere cospicui riscatti prima di liberare l’equipaggio.

Gli attacchi nel Golfo di Guinea, che ospita due dei maggiori produttori di petrolio dell’Africa subsahariana, la Nigeria e l’Angola, hanno seriamente compromesso il traffico commerciale internazionale e inflitto pesanti costi economici alla regione. Nel passato, le gang criminali erano solite attaccare le petroliere, ma, nell’ultimo periodo, sono stati presi di mira anche semplici marinai di imbarcazioni commerciali, sequestrati per chiedere il riscatto. La maggior parte delle turbolenze ha origine nel Delta del Niger, in Nigeria, una base per i pirati che usano motoscafi ad alta potenza per razziare le navi di passaggio e rapire gli equipaggi.

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Chiara Gentili

di Redazione

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