Spagna: tensioni governo-regioni sulla chiusura dell’anno scolastico

Pubblicato il 20 aprile 2020 alle 6:03 in Europa Spagna

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Dopo la gestione dei collegamenti, il numero delle vittime della pandemia e la distribuzione del materiale sanitario, l’anno scolastico è il nuovo terreno di scontro tra governo e autonomie locali in Spagna. Il consenso che il ministro della Pubblica Istruzione spagnolo, Isabel Celaá, credeva di aver raggiunto questo mercoledì 15 aprile alla conferenza settoriale che si è tenuta tra il governo e le Comunità autonome per risolvere i principali problemi per il completamento dell’anno scolastico è stato di breve durata.

Madrid, Murcia e Paesi Baschi hanno annunciato giovedì 16 aprile che non firmeranno il documento uscito dall’incontro. Nel caso delle due comunità governate dal Partito Popolare (Madrid e Murcia), non sono d’accordo con almeno due dei punti del documento: la promozione generale degli studenti e conseguimento del titolo in 4° ESO (l’equivalente della terza media) e 2° de Bachillerato (equivalente all’ultimo anno di liceo) nonostante eventuali insufficienze in alcune materie. Madrid e Murcia ritengono che il ministero dovrebbe stabilire un massimo di insufficienze per poter superare il corso e iniziare quello successivo. Il documento del ministero stabilisce che gli studenti saranno promossi tutti e saranno in grado conseguire il titolo come linea generale, riservando la ripetizione per casi eccezionali, indipendentemente dal numero di insufficienze, che dovrebbero essere recuperate nel corso seguente.

Il governo basco boccia invece il piano in toto. L’esecutivo di Vitoria ritiene che il ministero non dovrebbe stabilire standard comuni per tutte le comunità perché considera “il risultato del corso fa parte delle competenze educative delle autonomie” e sta finalizzando il proprio piano. Quindi, fonti dell’esecutivo basco, affermano che rifiutano “assolutamente” di firmare il documento.

Il fatto che queste tre comunità siano state rimosse dal documento non significa che il Ministero della Pubblica Istruzione non approverà l’ordine ministeriale con tutti gli accordi raggiunti con le diverse autonomie, ma piuttosto che “l’ordine verrà applicato solo in quelle comunità che sottoscrivono il documento” – secondo quanto riportano fonti del ministero al quotidiano El País. Quelli che, al contrario, non lo firmano, si atterranno a quanto stabilito dall’attuale legge sull’istruzione e dai regolamenti regionali. “I regolamenti della conferenza settoriale – l’incontro tra il ministero e le autonomie per raggiungere il consenso – stabiliscono che gli accordi saranno adottati a maggioranza, ma interesseranno solo le regioni che esprimono il loro accordo” – spiegano le stesse fonti.

Al momento, ci sono altre tre comunità che hanno espresso disconformità con il documento, ma non che non hanno abbandonato l’accordo: Castiglia e León (PP), Andalusia (PP e Ciudadanos) e Galizia (PP). Nel caso dei primi due governi, hanno dichiarato che accetteranno tutti i punti del documento tranne la promozione generale e il conseguimento del titolo, e si riservano di decidere quali misure applicare. La Galizia, da parte sua, ha dimostrato la sua conformità per “lealtà istituzionale” e applicherà le istruzioni, sebbene desideri che la discrepanza con questi due punti sia registrata nel documento.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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