Repubblica Ceca: Russia nega coinvolgimento in attacchi cibernetici

Pubblicato il 20 aprile 2020 alle 18:34 in Repubblica Ceca Russia

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L’ambasciata della Russia in Repubblica Ceca ha smentito le notizie in merito al suo coinvolgimento negli attacchi cibernetici avvenuti contro gli ospedali cechi nel pieno dell’emergenza da coronavirus. 

È quanto rivelato, lunedì 20 aprile, dall’agenzia stampa russa, TASS, la quale ha riportato le dichiarazioni della sede diplomatica, secondo cui è frequente la diffusione di notizie anti-russe da parte dei media locali cechi. 

L’allerta sulla possibilità che gli ospedali fossero bersaglio di attacchi cibernetici era stata lanciata dall’agenzia per la sicurezza cibernetica della Repubblica Ceca, la NUKIB, lo scorso giovedì 16 aprile. In particolare, la NUKIB aveva avvisato tutti gli alleati di Praga in merito a un possibile e vicino attacco di massa cibernetico ai danni delle strutture ospedaliere e delle principali infrastrutture critiche degli Stati. A tale riguardo, il direttore della NUKIB, Karel Rehka, aveva specificato che le informazioni in possesso dell’agenzia segnalavano l’alta possibilità di importanti attacchi cibernetici contro obiettivi sensibili del Paese, soprattutto ospedali. Tali attacchi, secondo quanto inizialmente dichiarato, sarebbero stati lanciati da hacker a spie supportate dai governi di Stati terzi, con l’obiettivo di entrare in possesso di informazioni e dati sensibili sul coronavirus. 

Secondo la NUKIB, l’attacco era già in preparazione lo scorso 16 aprile, come dimostrato dalle segnalazioni delle email malevoli già ricevute da settimane dai funzionari delle principali infrastrutture critiche. 

In linea con quanto segnalato dalla NUKIB, il giorno successivo, ovvero il 17 aprile, due ospedali della Repubblica Ceca avevano confermato di essere riusciti a sventare due attacchi cibernetici nel corso della notte.  

Il primo ospedale era stato il policlinico universitario di Ostrava, la cui portavoce, Petra Petlachova, aveva specificato di aver sventato un attacco contro uno dei propri server. 

Successivamente, anche l’ospedale di Olomuc, nell’Est della Repubblica Ceca, aveva riportato attività cibernetiche sospette. Nello specifico, il portavoce della struttura sanitaria, Adam Fritscher, aveva dichiarato di aver notato un incremento delle attività di scansione della rete da parte di indirizzi IP falsi e, come raccomandato, di aver immediatamente realizzato un back-up dei sistemi. 

Sebbene non fosse stato ancora individuato il responsabile di tali attacchi, il premier di Praga, Andrej Babis, aveva in seguito ai report da parte degli ospedali dichiarato che il governo stava prestando attenzione massima ai potenziali attacchi cibernetici. 

Nella stessa giornata, anche gli Stati Uniti, e in particolare il segretario di Stato, Mike Pompeo, avevano dichiarato di essere preoccupati dalle notizie sugli attacchi cibernetici in Repubblica Ceca. Nello specifico, Pompeo aveva espresso la propria preoccupazione, aggiungendo che il responsabile avrebbe dovuto aspettarsi serie conseguenze. In particolare, Pompeo aveva dichiarato che gli Stati Uniti non hanno alcuna tolleranza delle attività malevoli cibernetiche tese a minare agli sforzi di Washington e dei suoi alleati nel contrasto alla pandemia.  

Nel frattempo, gli attacchi non si sono fermati e, il giorno successivo, anche l’Aeroporto di Praga e un ospedale regionale, la struttura della città di Karlovy Vary, avevano annunciato di essere riusciti a sventare attacchi cibernetici sulle proprie reti.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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