Polonia: arrestato sospetto combattente dell’ISIS

Pubblicato il 20 aprile 2020 alle 16:42 in Libano Polonia

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Un cittadino libanese, ritenuto un combattente dell’ISIS, è stato arrestato dagli ufficiali della polizia frontaliera della Polonia, su segnalazione dell’intelligence di Varsavia. 

È quanto rivelato, lunedì 20 aprile, dal sito di informazione polacco in inglese, PolandIn, il quale ha altresì specificato che il fermo del sospetto terrorista è avvenuto lo scorso 16 aprile. 

Secondo le ricostruzioni dell’intelligence della Polonia, l’Agenzia per la Sicurezza Interna (ABW), il cittadino libanese è stato arrestato in quanto rappresentava una “vera minaccia per la sicurezza interna della Polonia e per i cittadini del Paese”. Nello specifico, i servizi segreti polacchi hanno rivelato che, secondo quanto emerso dalle indagini, il sospetto terrorista stava organizzando una rete di attori, situati in Polonia e in altri Paesi dell’UE, in grado di compiere attentati in Stati dell’Europa centrale.  

Per quanto riguarda il cittadino libanese arrestato dalla polizia polacca, non è stata diffusa la sua identità, ma è stato rivelato che il sospetto combattente aveva legami familiari con alcuni terroristi dell’ISIS che avevano perso la vita in Siria e in Iraq. 

In aggiunta, nel corso della sua permanenza in Polonia, il sospetto terrorista ha contattato, via internet, diverse formazioni dell’ISIS e combattenti dello Stato Islamico attivi in altri Paesi dell’Unione Europea e ha inviato denaro ai membri dell’ISIS in Siria. 

In seguito all’arresto, l’uomo è stato trasferito in un centro di detenzione per stranieri nel Nord-Est della Polonia, a Bialystok. A tale riguardo, l’agenzia stampa dell’emittente radio di Stato polacca, la IAR, aggiunge che spetterà a una corte decidere l’eventuale permanenza dell’individuo in una struttura di sicurezza per rifugiati per i prossimi tre mesi. Nel frattempo, le autorità predisporranno l’espulsione del sospetto terrorista. 

La Polonia è membro della NATO dal 1999 e dell’Unione Europea dal 2004. Secondo il Global Terrorism Index del 2019, che attribuisce un indice da 0 a 10, dove 0 è il minimo e 10 è il massimo, a 163 Paesi al mondo in base all’impatto del terrorismo sui loro territori, la Polonia ha registrato un indice di 0.477, rientrando tra i Paesi a basso impatto del terrorismo. Tale risultato ha rappresentato un miglioramento delle condizioni di sicurezza rispetto all’anno precedente, quando Varsavia aveva totalizzato un indice di 0.0.719. 

Internamente, ad occuparsi di fronteggiare il terrorismo è l’Agenzia di intelligence nazionale, in polacco la Agencja Bezpieczeństwa Wewnętrznego (ABW), la quale identifica, interpreta e condivide informazioni in merito alle principali minacce alla sicurezza polacca. Stando a quanto si apprende, la ABW ha adottato otto priorità per il proprio mandato. La prima è il contrasto allo spionaggio da parte di Stati terzi sul territorio polacco. La seconda è la lotta al terrorismo. In terzo luogo, la ABW mira a contrastare i crimini commessi in violazione del segreto di stato. Il quarto obiettivo dell’agenzia di intelligence è la lotta ai crimini commessi in violazione della sicurezza dello Stato. La quinta priorità è invece rappresentata dal contrasto ai crimini commessi in violazione dell’economia nazionale. Successivamente, la ABW mira a contrastare la corruzione dei pubblici ufficiali. La penultima priorità è invece rappresentata dal contrasto dalla produzione o dal commercio di merci, anche tecnologiche, di rilevanza strategica per la sicurezza dello Stato. Infine, è compito della ABW contrastare la produzione, il possesso e il contrabbando di armi. L’attuale direttore dell’agenzia è il colonnello Krzysztof Waclawek.  

Per quanto riguarda la lotta all’estremismo violento, la Polonia è membro della Coalizione Globale per la lotta all’ISIS, guidata dagli Stati Uniti. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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