Il ministro degli Esteri iraniano a Damasco: il coronavirus e il fallimento dell’Occidente

Pubblicato il 20 aprile 2020 alle 17:37 in Iran Siria

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Il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, si è recato a Damasco, il 20 aprile, dove ha incontrato il presidente siriano, Bashar al-Assad. I due interlocutori hanno discusso di diverse questioni regionali e internazionali, tra cui la diffusione di Covid-19.

Secondo quanto riferito sull’account Facebook della presidenza siriana e riportato dal quotidiano Annahar, Assad ha innanzitutto rivolto le proprie condoglianze alle vittime decedute a causa del coronavirus in Iran, considerato uno dei Paesi più colpiti in Medio Oriente. Tuttavia, si è detto rammaricato per come la pandemia sia divenuta un’arena di “investimento politico” soprattutto per alcuni Paesi occidentali, tra cui gli Stati Uniti, i quali continuano ad imporre sanzioni nonostante le difficili condizioni umanitarie e nonostante le ripetute richieste di sospensione, anche da parte dell’Onu. Inoltre, per Assad il coronavirus ha messo in luce sia il fallimento dei sistemi e regimi occidentali sia la loro etica, in quanto molti Paesi mirano a servire specifiche classi e specifici interessi, e non i propri popoli. A tal proposito, anche Zarif ha affermato come oramai sia chiara l’agenda seguita da Washington e la sua mancanza di volontà nel revocare sanzioni “brutali”.

Assad e Zarif hanno poi discusso degli ultimi sviluppi del percorso politico in Siria, così come del comitato costituzionale, dei colloqui di Astana e della presenza della Turchia nel Nord del Paese. Turchia, Russia e Iran svolgono il ruolo di garanti all’interno dei cosiddetti colloqui trilaterali di Astana. L’obiettivo principale è trovare una soluzione permanente al perdurante conflitto civile in Siria, toccando altresì tematiche quali l’elaborazione di una costituzione per il “dopoguerra”, la transizione politica, la sicurezza e il ritorno dei rifugiati. Il primo incontro si è tenuto nel mese di gennaio 2017 in Turchia, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente i colloqui di pace di Ginevra, promossi dalle Nazioni Unite.

Per Assad, Ankara, sostenitrice dei ribelli nella cornice del conflitto siriano, continua a violare la sovranità della Siria, sia occupando in modo diretto i suoi territori sia aumentando il numero delle proprie postazioni di monitoraggio, considerate una sorta di base militare. Pertanto, secondo il presidente siriano, le mosse compiute dalla Turchia mettono in luce le sue reali intenzioni e il suo mancato rispetto degli accordi precedentemente presi, da Astana a Sochi. Inoltre, Assad ha altresì condannato i tentativi da parte dei Paesi occidentali di riaprire il fascicolo relativo all’impiego di armi chimiche in Siria, considerandolo un comportamento poco appropriato viste le attuali circostanze in cui versa attualmente il mondo intero.  

Zarif ha incontrato anche il suo omologo, il ministro degli Esteri siriano Walid al-Mouallem. Secondo una dichiarazione rilasciata dal Ministero degli Esteri siriano, i due ministri hanno evidenziato l’importanza di un coordinamento continuo e dello scambio di informazioni ed esperienze per migliorare la capacità di ciascuno nell’affrontare la pandemia di Covid-19, con il fine di garantire quanto necessario per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento.

Secondo fonti diplomatiche, uno degli obiettivi della visita di Zarif è stato manifestare l’appoggio di Teheran al presidente e al regime siriano. L’Iran, insieme alla Russia, è tra i maggiori sostenitori del governo di Assad nella cornice del perdurante conflitto scoppiato il 15 marzo 2011 e tuttora in corso. L’ultima visita di Zarif in Siria risale al 16 aprile 2019.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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