Iraq e ISIS: aumentano le tensioni, l’esercito si prepara

Pubblicato il 20 aprile 2020 alle 12:14 in Iraq Medio Oriente

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Dall’inizio del mese di aprile 2020, lo Stato Islamico ha condotto circa 18 attentati nel Nord dell’Iraq. Le forze irachene, il 19 aprile, hanno anch’esse condotto un attacco nella provincia di Salah al-Din e si sono dette pronte ad avviare un’ampia operazione nelle aree settentrionali, volta ad eliminare le cellule terroristiche rimanenti.

A riferirlo, il quotidiano arabo al-Araby al-Jadeed, il 19 aprile, ad un giorno di distanza da una serie di attacchi perpetrati dall’ISIS contro diverse città irachene settentrionali, che hanno provocato vittime sia tra i civili sia tra le forze di sicurezza. In particolare, stando alle dichiarazioni di fonti mediatiche di Baghdad, jet da combattimento F-16, appartenenti alle forze aeree irachene, il 19 aprile hanno condotto attacchi contro l’isola di Abdulaziz, nella provincia di Salah al-Din, nel mezzo del fiume Tigri. L’operazione, a detta delle fonti, ha causato la morte di un certo numero di militanti terroristi e la distruzione di un loro rifugio.

Nelle 24 ore precedenti, uno degli attacchi più violenti ad opera dell’ISIS ha riguardato il governatorato di Diyala, dove un dispositivo è stato fatto esplodere nel corso di un’operazione di perquisizione delle forze di sicurezza e, successivamente, è stato condotto un attacco armato contro un posto di blocco in uno dei villaggi nel Sud-Ovest della provincia.

Di fronte alla crescente escalation, le forze di sicurezza irachene, il 19 aprile, hanno tenuto un incontro con il capo di stato maggiore dell’esercito, il tenente generale Othman Al-Ghanimi, a Kirkuk, dove hanno delineato un piano urgente volto ad avviare un’ampia operazione militare in tale provincia, il cui obiettivo è eliminare le cellule terroristiche presenti. Tuttavia, l’ora zero verrà determinata successivamente. A tal proposito, esperti di sicurezza hanno evidenziato come sia necessario rimodernare le forze tradizionali e renderle in grado di far fronte ai crescenti attacchi dell’ISIS. Quest’ultimo, è stato specificato, nelle ultime settimane ha perpetrato un maggior numero di operazioni e, pertanto, sono necessarie forze speciali opportunamente addestrate.

Inoltre, secondo funzionari militari e della sicurezza iracheni, il successo delle ultime operazioni dell’ISIS è da ricollegarsi alla maggiore capacità di comunicazione tra i diversi membri ed i nuovi leader dell’organizzazione. Parallelamente, al-Araby al-Jadeed ha riferito che un team iracheno-statunitense sta lavorando per tracciare un piano che possa portare ad individuare la posizione del leader dello Stato islamico, Abu Ibrahim al-Qurayshi, e dei suoi nuovi aiutanti. Secondo alcuni analisti, il crescente ritorno dell’ISIS potrebbe essere altresì collegato alla richiesta di allontanare le Forze di Mobilitazione Popolare (PMF) dalle città liberate dall’ISIS che, come denunciato dalla popolazione locale, infieriscono nella loro vita. Gli attacchi avrebbero lo scopo di mettere a tacere tali voci di dissenso e consentire alle PMF di rimanere nelle città irachene.

Sebbene la presenza dello Stato Islamico sia fortemente diminuita negli ultimi anni, attacchi sporadici continuano ad interessare diverse aree irachene, tra cui Ninive, Kirkuk, Diyala, Salah al-Din e Anbar. Quest’ultima rappresenta una delle maggiori province irachene, nonché un terreno fertile per i gruppi terroristici, a causa della propria conformazione geografica ed una morfologia caratterizzata da vaste aree desertiche. Si stima che lo Stato Islamico includa tra 14.000 e 18.000 membri in Siria e Iraq, cui si aggiungono altri 3.000 combattenti stranieri. Tuttavia, tali cifre variano di continuo.

L’inizio della presenza dell’ISIS in Iraq risale al 2014. Dopo aver occupato gran parte del territorio iracheno, il 10 giugno di quell’anno l’organizzazione prese anche il controllo di Mosul, seconda città del Paese e principale nucleo urbano caduto in mano ai jihadisti, liberata poi il 10 luglio 2017. Il 9 dicembre 2017, il governo iracheno ha annunciato la vittoria sull’ISIS, dopo tre anni di battaglie. In particolare, è stato il primo ministro dell’Iraq in carica, Haider Al-Abadi, a comunicare che l’esercito aveva ripreso il totale controllo del Paese, dopo la riconquista di Rawa, una città ai confini occidentali di Anbar con la Siria, ultimo baluardo del gruppo in Iraq. Tuttavia, da allora, attacchi “mordi e fuggi”, insurrezioni e guerriglie nel territorio dell’Iraq settentrionale continuano. L’obiettivo è minare il governo di Baghdad.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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