Proteste vietnamite: la Cina istituisce due distretti sulle isole contese

Pubblicato il 19 aprile 2020 alle 19:40 in Cina Vietnam

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Il Vietnam ha protestato contro la Repubblica Popolare Cinese (RPC) perché quest’ultima ha istituito unità amministrative in due isole facenti parte, rispettivamente, degli arcipelaghi delle Paracelso e delle Spratly, il 18 aprile. Il giorno seguente, il portavoce del Ministero degli Esteri di Hanoi, Le Thi Thu Hang, ha accusato il Paese confinante di aver violato la sovranità vietnamita e ha chiesto al governo cinese di abolire la decisione presa.

Stando a quanto riferito da China Global Television Network, il 18 aprile, la città di Sansha, nella provincia di Hainan, ha istituito sulle Paracelso e sulle Spratly due suoi distretti, in seguito ad una decisione presa dal Consiglio di Stato della RPC. La città cinese meridionale si occuperà dell’amministrazione delle isole e delle acque ad esse circostanti, stabilendo i rispettivi uffici governativi nelle isole già sotto il suo controllo di Yongxing e Yongshujiao. 

 Il 18 aprile, anche gli Usa si sono espressi sugli ultimi atteggiamenti di Pechino nelle acque del Mar Cinese Meridionale, invitando il governo del presidente Xi Jinping ad interrompere i suoi atti di prepotenza nell’area. Washington si è detta preoccupata per le recenti mosse provocatorie della RPC in tali acque poiché ritiene siano volte a sottrarre risorse di petrolio e gas di altre Nazoni. Il dipartimento di Stato americano ha poi aggiunto che, così facendo, la RPC sta minacciando la libertà e l’apertura del mercato energetico indo-pacifico, in generale.

Gli USA si sono riferiti in particolare agli avvenimenti dell’ultima settimana. Mercoledì 15 aprile, l’imbarcazione cinese Haiyang Dizhi 8, è stata avvistata nelle acque vietnamite, dove nel 2019 aveva già condotto ispezioni petrolifere nonstante fossero di pertinenza  di Hanoi.  Stando a quanto riferito da un portavoce del Ministero degli Esteri cinese, la nave da ricognizione di Pechino stava conducendo attività di normale amministrazione. Tuttavia, il 17 aprile, la stessa imbarcazione è stata avvistata nelle acque della Malesia, dove, una fonte di sicurezza locale ha riferito che la nave cinese, ad un certo punto, è stata affiancata da oltre 10 navi militari di Pechino, tra cui quelle della Marina e della Guardia costiera. Sabato 18 aprile, la Haiyang Dizhi 8 si sarebbe trovata ancora in tali acque.

Il Mar Cinese Meridionale rappresenta un punto critico nelle relazioni tra Pechino e molti Stati del Sud-Est asiatico. La RPC e Taiwan rivendicano in toto l’autorità su tali acque che sono, tuttavia, contese anche da Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, sebbene solo parzialmente. In esse transitano fiorenti rotte commerciali e sono ricche di giacimenti minerari.

In particolare, l’arcipelago delle isole Paracelso, le cui acque circostanti sono ricche di risorse energetiche, è conteso tra RPC, Taiwan e Vietnam. Dal 1974, parte delle sue isole sono controllate da Pechino, che vi ha istituito anche un aeroporto. Le isole dell’arcipelago delle Spartly, invece, sono rivendicate da Vietnam, RPC, Malesia, Filippine, Taiwan e Brunei e sono parzialmente occupate da Vietnam, RPC, Malesia, Filippine e Taiwan. In tal caso, la RPC occupa militarmente 9 scogliere dell’arcipelago.

Al momento, gli USA, accusano la RPC di approfittare della distrazione dovuta alla pandemia di coronavirus per avanzare in tale area geografica, nel processo definito  come “militarizzazione del Mar Cinese Meridionale”. In tale contesto, Pechino sta costruendo installazioni militari su isole artificiali e barriere coralline come quelle delle isole Paracelso e Spartly.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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