Ciad: morti 44 presunti membri di Boko Haram in carcere

Pubblicato il 19 aprile 2020 alle 18:30 in Africa Ciad

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Il procuratore capo del Ciad, Youssouf Tom, ha annunciato la morte di 44 presunti membri del gruppo jihadista Boko Haram, in un carcere della capitale N’Djamena. I decessi sarebbero avvenuti a causa di un avvelenamento.

I fatti si sono verificati lo scorso 16 aprile quando le guardie carcerarie hanno scoperto i corpi senza vita. Le autorità hanno eseguito un’autopsia su 4 cadaveri e hanno riscontrato la presenza di una sostanza letale che avrebbe causato in alcuni una morte per arresto cardiaco e in altri per asfissia. Le restanti 40 salme sono state, invece, seppellite.  Nell’annuncio del 19 aprile, Youssouf Tom ha dichiarato che sono tutt’ora in corso delle verifiche per decretare i motivi dei decessi.

Gli uomini facevano parte di un gruppo di 58 persone arrestate a seguito di un’operazione condotta dal 30 marzo all’8 aprile contro Boko Haram nei pressi del lago Ciad, su ordine del presidente del Paese, Idriss Deby. Durante tale operazione sono stati uccisi 1.000 militanti e 52 soldati dell’esercito del Ciad. Il 14 aprile, i 58 prigionieri erano stati trasferiti in una struttura penitenziaria della capitale per essere sottoposti ad un processo giudiziario.

Stando a quanto riferito da una fonte anonima ad Agence France-Presse (AFP), i 58 detenuti sarebbero stati richiusi tutti in un’unica cella e sarebbero stati lasciati senza cibo e acqua per due giorni, perché ritenuti membri del gruppo jihadista. Tale accusa è stata poi ribadita dal segretario generale della Chadian Convention for the Protection of Human Rights (CTDDH), Mahamat Nour Ahmed Ibedou, in una dichiarazione rilasciata ad AFP.

 Tuttavia, il governo di N’Djamena, tramite le parole del ministro della Giustizia, Djimet Arabi, ha respinto tali accuse, assicurando che non si è verificato alcun caso di maltrattamento dei prigionieri e accennando alla possibilità che si sia trattato di un suicidio di massa. Il ministro ha poi aggiunto che, nella giornata del 16 aprile, uno dei prigionieri è stato portato in ospedale, per poi essere dimesso, in quanto le sue condizioni erano molto migliorate. Al momento i restanti 13 detenuti godono di buona salute.

L’operazione che ha portato all’arresto dei 58 uomini è avvenuta in risposta ad un attacco perpetrato da Boko Haram ai danni di una base militare dell’isola Bohoma, nella zona del Lago Ciad, durante il quale hanno perso le vita 92 soldati ciadiani, lo scorso 24 marzo. Si è trattato dell’attacco più letale subito dall’esercito del Paese dall’inizio della lotta al gruppo jihadista.

A seguito di tale episodio, il 12 aprile, il presidente Idriss aveva annunciato che il proprio esercito non avrebbe più partecipato ad operazioni fuori dai confini nazionali. Il Ciad, insieme a Nigeria, Cameroon e Niger fa parte della Task Force multinazionale congiunta (MNJTF), istituita nel 2012 e che sta combattendo Boko Haram nella zona del bacino d’acqua che tocca i quattro Paesi. Nonostante ciò, il 17 aprile scorso, il ministro della Difesa francese, Florence Parly, ha affermato che il Ciad fa ancora parte del gruppo di lotta ai jihadisti G5 per il Sahel, che combatte i gruppi armati di estremisti nella regione.

Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che ha avviato le proprie offensive nel 2009, uccidendo oltre 35.000 persone e costringendone circa 2,6 milioni ad abbandonare le proprie case. Durante i loro assalti, i militanti dell’organizzazione rapiscono spesso donne e bambini per arruolarli e costringerli a compiere attentati suicidi. La rivolta del gruppo è iniziata nel Nord-Est della Nigeria e si è propagata in Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione.  Boko Haram è particolarmente attivo nella zona del Lago Ciad, dove i militanti continuano a uccidere civili e a distruggere le abitazioni locali. 

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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