Iraq: la Turchia neutralizza 3 militanti curdi

Pubblicato il 18 aprile 2020 alle 11:14 in Iraq Turchia

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 Il Ministero della Difesa turco ha annunciato su Twitter che 3 membri del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) sono stati neutralizzati durante un’operazione dell’aviazione militare di Ankara, condotta nella regione di Avashin-Basyan, nell’Iraq settentrionale, il 18 aprile.

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa turca Anadolu, l’attacco condotto dai caccia dell’esercito rientra nelle operazioni di lotta al terrorismo del PKK, portate avanti da Ankara nell’Iraq settentrionale. Il Ministero della Difesa turco ha affermato che i 3 membri neutralizzati e definiti terroristi sono stati individuati durante attività di controllo e riconoscimento, ribadendo che Ankara porterà avanti risolutamente azioni di tale genere. Con il termine “neutralizzato” le autorità turche indicano la cattura, la resa o l’uccisione delle persone in questione.

L’operazione del 18 aprile è arrivata in seguito a quella del giorno precedente, in cui sono stati neutralizzati 18 membri del PKK nella regione di Qandil, anch’essa a Nord dell’Iraq. In precedenza, il 15 aprile, droni turchi avevano dapprima bombardato un campo profughi nella regione settentrionale di Makhmur, provocando 3 vittime tra i civili e, successivamente, avevano attaccato il PKK a Rawanduz, nella regione del Kurdistan, nel Governatorato di Erbil, neutralizzando 4 persone e distruggendo un nascondiglio del gruppo.

Quest’ultimo episodio aveva poi causato la dura reazione delle autorità di Baghdad. Il 16 aprile, da un lato il Ministero degli Esteri del Paese aveva da subito convocato l’ambasciatore turco in Iraq, Fatih Yildiz, e dall’altro il comando delle operazioni congiunte e della Difesa aerea irachena avevano prontamente definito l’operazione turca una “flagrante violazione” dello spazio aereo iracheno e della sovranità del Paese. Tuttavia, l’ambasciatore turco aveva giustificato l’accaduto dicendo che il PKK rappresenta una minaccia alla sicurezza turca, irachena e dell’intera regione. Per tale motivo, secondo l’ambasciatore, le operazioni condotte da Ankara sono da considerarsi rispettose del diritto internazionale, in quanto la Turchia sta esercitando il suo “diritto di legittima autodifesa”. Ankara continuerà a fare ciò fino quando le postazioni del PKK in Iraq minacceranno per la sua sicurezza nazionale e nel farlo, aveva ribadito il diplomatico turco, l’integrità territoriale e la sovranità dell’Iraq saranno rispettati.

Il PKK un’organizzazione paramilitare, sostenuta delle masse popolari del Sud-Est della Turchia di etnia curda, ma attiva anche nel Kurdistan iracheno. Ankara, l’Unione Europea e per gli Stati Uniti, la hanno identificata come un’organizzazione terroristica. I membri del PKK utilizzano spesso le regioni settentrionali irachene come rifugio per poi compiere attentati all’interno dei territori turchi. In particolare, si rifugiano nelle regioni settentrionali di Qandil, Hakurk ed Erbil, mentre nel campo profughi di Makhmur si trovano di 12.000 rifugiati curdi, fuggiti dalle persecuzioni perpetrate negli anni Novanta della Turchia.

Nel 1984, il Pkk ha iniziato a dar vita a proteste in Turchia per rivendicare i diritti della minoranza curda nel Paese, provocando una situazione di tensione tra le parti che si è protratta fino ad oggi.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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