Cina: Wuhan corregge i dati sulle vittime di coronavirus

Pubblicato il 18 aprile 2020 alle 6:32 in Asia Cina

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Wuhan, che ha rappresentato il primo focolaio del coronavirus, ha rivisto drasticamente il bilancio delle vittime dovuto alla malattia, ammettendo che molte persone sono morte nelle loro case e altre vittime non sono state conteggiate a causa dei disordini che ha dovuto affrontare il sistema sanitario fin dai primi giorni dell’epidemia. Il nuovo bilancio, pubblicato dal governo della città venerdì 17 aprile, ha aumentato il numero delle vittime di circa 1.290 persone, ovvero il 50% in più, portando il totale a 3.869. La revisione ha dunque fatto salire il numero di morti in tutta la Cina a 4.632.

Le autorità hanno specificato che vi sono state notizie tardive da parte delle istituzioni mediche e che alcuni pazienti sono morti a casa perché gli ospedali hanno fatto fatica a gestire le prime fasi dell’epidemia. Un numero crescente di pazienti, nella fase iniziale della pandemia, ha travolto le capacità delle nostre istituzioni mediche”, ha dichiarato il Quartier generale di Wuhan per la prevenzione e il controllo dell’epidemia di COVID-19 in una nota pubblicata dall’agenzia di stampa cinese Xinhua. Alcuni pazienti sono deceduti a casa senza essere stati curati negli ospedali. Al culmine dei loro sforzi terapeutici, gli ospedali operavano al di là delle loro capacità e il personale medico era preoccupato di salvare e curare i pazienti. Pertanto, ci sono state segnalazioni tardive, mancate e sbagliate”, si legge nella nota. Anche il numero totale di casi ufficiali di coronavirus a Wuhan è stato rivisto al rialzo, passando da 325 a 50.333, secondo quanto specificato dal governo.

Le modifiche sono arrivate dopo che un certo numero di leader mondiali ha insinuato che la Cina non sia stata del tutto trasparente riguardo al vero impatto di un virus che ha ucciso oltre 140.000 persone in tutto il mondo e ha confinato metà della popolazione globale nelle loro case. In un editoriale, il Global Times, un tabloid di proprietà del Partito Comunista cinese, ha respinto tutte le accuse e ha affermato che le modifiche sono state eseguite “sulla base di fatti” e che la Cina non è stata scossa dai “pettegolezzi occidentali”.La rigorosa revisione e correzione del bilancio delle vittime significa che non c’è spazio per un occultamento deliberato”, ha affermato il giornale. “Le speculazioni sul fatto che la Cina abbia falsificato il bilancio delle vittime di coronavirus sono lontane dalla verità. La Cina non è un Paese in cui si possono fabbricare dati in totale disprezzo della legge”, ha aggiunto.

Tuttavia, è probabile che le revisioni giochino a favore della narrativa divulgata dell’amministrazione Trump, la quale si basa sullinaffidabilità cinese e sulla mancanza di credibilità di Pechino, una visione che sembra essere sostenuta anche dalla Francia e dalla Gran Bretagna. Il segretario degli Esteri britannico, Dominic Raab, attualmente in sostituzione del primo ministro Boris Johnson, che si sta ancora riprendendo dal virus, ha dichiarato che ci saranno presto domande difficili” per Pechino. In un’intervista con il Financial Times, il presidente francese Emmanuel Macron ha affermato che sarebbe “ingenuo” pensare che la Cina abbia gestito bene la pandemia, aggiungendo: “Ci sono chiaramente cose che sono successe di cui non sappiamo niente”. Pechino e Mosca hanno respinto le accuse, con il presidente russo Vladimir Putin che denuncia “i tentativi di alcune persone di screditare la Cina”.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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