Portogallo: il Presidente proroga lo stato di emergenza

Pubblicato il 17 aprile 2020 alle 13:02 in Europa Portogallo

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Il presidente della Repubblica portoghese, Marcelo Rebelo de Sousa, ha dichiarato giovedì 16 aprile di aver firmato “il secondo, e tutti speriamo ultimo, rinnovo dello stato di emergenza“. In Portogallo lo stato di emergenza è prerogativa del Presidente non del governo.

Marcelo, com’è conosciuto in Portogallo il presidente, ha affermato che la necessità di rinnovare lo stato di emergenza è dovuta ai problemi delle famiglie, della manutenzione e dell’assistenza al Sistema Sanitario Nazionale e, infine, per dare tempo e spazio per definire i criteri per preparare l’apertura graduale della società e dell’economia.

“Questo rinnovamento è progettato in modo tale da dare al governo tempo e spazio per definire i criteri, in modo che dopo la fine di aprile inizi la progressiva apertura della società e dell’economia” – ha spiegato il capo dello Stato.

“Siamo il quarto paese in Europa che confina il maggior numero di milioni di abitanti” – ha rivelato il Presidente della Repubblica. “Dobbiamo continuare a stabilizzare il numero di ricoveri al giorno per garantire che il servizio sanitario nazionale sarà in grado di rispondere all’evoluzione dell’epidemia a seguito di maggiori contatti sociali”.

Marcelo, 71 anni, si è rivolto a “quelli della sua età”, per assicurare che nessuno “li sottovaluta”. Ha poi parlato ai “più giovani dei giovani”, affermando che ammirava il loro atteggiamento. 

“Tutto dipenderà da ciò che riusciremo a raggiungere entro la fine di aprile” – avverte il capo dello Stato circa le possibili riaperture previste in linea teorica per il mese di maggio.

Maggio deve essere il mese del “ponte tra dovere e speranza”, avverte il Presidente della Repubblica, che chiede una via d’uscita dalla crisi preparata “con cura”.

Il presidente ha chiesto ai portoghesi di non perdere tutto a causa della fretta.

Marcelo elogia ciò che gli altri dicono sia il “miracolo portoghese”, ma dice: “È il risultato del sacrificio dei portoghesi”.

Il presidente ha riconosciuto il ruolo del governo, delle parti sociali e di coloro che hanno posizioni di potere, Marcelo lascia un complimento a coloro che fin dall’inizio non si sono opposti a ciò che era necessario. “È il frutto di tutti noi, siamo sempre solidali e mobilitati”.

“Se questo è un miracolo, come si suol dire, allora noi, popolo portoghese, siamo stati un miracolo vivente per quasi nove secoli. Se questo è un miracolo, allora il miracolo si chiama Portogallo” – ha concluso.

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Italo Cosentino, interprete di portoghese

di Redazione

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