NATO: esercitazione in corso nel Mar Baltico e nel Mar Nero

Pubblicato il 17 aprile 2020 alle 16:15 in NATO USA e Canada

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Due cacciatorpediniere degli Stati Uniti hanno preso parte a un’esercitazione della NATO nel Mar Baltico e nel Mar Nero, dimostrando l’impegno costante dell’Alleanza anche in situazioni di emergenza, come quella in atto a causa del coronavirus. 

È quanto rivelato, venerdì 17 aprile, dalla NATO, la quale ha altresì specificato che la primanave  cacciatorpediniere, l’USS Donald Cook, era giunta nel Mar Baltico lo scorso 11 aprile, dopo aver partecipato a un corso di comando dei sommergibili del Regno Unito focalizzato sul perfezionamento delle capacità di combattimento antisommergibile nell’Atlantico. Nel corso della sua permanenza nel Mar Baltico, la Donald Cook condurrà operazioni marittime insieme agli Alleati europei volte ad assicurare la stabilità della regione. 

La seconda nave da guerra statunitense, la USS Porter, aveva invece iniziato a transitare negli Stretti di collegamento con il Mar Nero lo scorso 13 aprile, per poter condurre attività sulla sicurezza marittima con gli Alleati della NATO e i loro partner. Una volta giunta nel Mar Nero, la USS Porter ha realizzato operazioni di manovra in cooperazione con una fregata della Romania, la Regina Maria. 

In merito a tali attività, una portavoce della NATO, Oana Lungescu, ha dichiarato che queste giungono in dimostrazione del fatto che gli Alleati Atlantici stiano continuamente lavorando insieme, essendo determinati ad assicurare che potenziali avversari non sfruttino la situazione corrente per i propri interessi. In aggiunta, Lungescu ha sottolineato che se la NATO conduce tali operazioni nel rispetto di tutte le misure di sicurezza necessarie per evitare il contagio da coronavirus e proteggere le sue Forze, al tempo stesso l’Alleanza vuole ribadire che la sua prontezza operativa non è stata compromessa dalla pandemia in atto. 

Tali parole riprendono quanto già dichiarato lo scorso 1° aprile dal segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, il quale aveva ribadito che le capacità dell’Alleanza non hanno subito gli effetti del coronavirus. In particolare, Stoltenberg aveva ammesso di aver apportato alcuni aggiustamenti alle proprie esercitazioni, cancellandone alcune e riducendo la portata di altre, ma ciò, aveva specificato Stoltenberg, non minaccia la prontezza operativa della NATO, dato che l’Alleanza continua a sorvegliare i suoi cieli e confini e procede con le sue missioni.   

Le dichiarazioni del segretario generale della NATO erano giunte in risposta ai sospetti sulle intenzioni della Russia di utilizzare la pandemia per mettere alla prova la prontezza della Difesa dell’Alleanza.  

Nello specifico, Stoltenberg aveva annunciato di aver registrato livelli significativi di attività da parte della Russia nei pressi dei confini con la NATO, soprattutto in seguito al lancio di una nuova esercitazione russa presso il distretto occidentale della Federazione e all’ampia presenza delle flotte della Russia nel Mare del Nord. In aggiunta, già la Marina militare del Regno Unito aveva annunciato di aver inseguito alcune navi da guerra della Russia, dopo aver notato livelli insolitamente alti di attività nella Manica e nel Mare del Nord.  

Da parte sua, la Russia sostiene che le esercitazioni condotte sono tese a mettere alla prova la prontezza delle proprie truppe di fronte a qualsiasi ostacolo, in questo caso rappresentato dalla pandemia in atto.   

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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