Libia: le accuse contro Haftar, volo sospetto USA a Bengasi

Pubblicato il 17 aprile 2020 alle 9:03 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il governo tripolino, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), ha dichiarato di aver abbattuto un aereo appartenente all’Esercito Nazionale Libico (LNA) nel Sud di Tripoli, ed ha condannato gli attacchi perpetrati contro oggetti e soggetti civili. Nel frattempo, è stato monitorato l’arrivo di un aereo cargo USA sospetto a Bengasi.

Nello specifico, il portavoce del GNA, Mohamed Qanunu, ha riferito che l’aereo dell’LNA, con a capo il generale Khalifa Haftar, è stato abbattuto mentre questo sorvolava l’asse di Ain Zara, nel Sud di Tripoli. Secondo quanto specificato, si trattava di un volo di ricognizione, volto a definire le postazioni e le coordinate verso cui dirigere i propri missili. Parallelamente, il governo tripolino ha dichiarato di aver trovato una grande quantità di armi e munizioni nelle città della costa occidentale libica conquistate il 13 aprile scorso. Inoltre, il sottosegretario del Ministero della Difesa tripolino, Salahuddin al-Namroush, ha dichiarato che le forze del GNA sono riuscite a catturare diversi militanti che combattono a fianco dell’LNA e, attraverso indagini preliminari, è stato dimostrato che Egitto, Emirati Arabi Uniti (UAE) e Russia sostengono Haftar nella pianificazione delle proprie offensive.

Non da ultimo, il Ministero della Sanità tripolino, venerdì 17 aprile, ha condannato gli attacchi “ripetuti e sistematici” perpetrati dall’esercito di Haftar contro i quartieri civili nel Sud della capitale, i quali hanno causato “la perdita di vite innocenti, lo sfollamento dei cittadini e la distruzione delle abitazioni “. In una nota pubblicata sul proprio account Facebook, il Ministero ha fatto riferimento ad uno di tali attacchi, risalente alla sera del 15 aprile, contro un’abitazione civile nella capitale, presso la strada al-Sur. L’attacco ha causato la morte di un bambino di età inferiore ai 5 anni, oltre al ferimento della madre e di altri 3 bambini appartenenti alla stessa famiglia.

Inoltre, ha riferito il Ministero, in quella stessa sera e il giorno successivo, il 16 aprile, sono state prese di mira diverse abitazioni civili nell’area di Abu Salim e presso Ain Zara, causando la morte di una donna e di un membro del personale medico, oltre a diversi feriti. Per il Ministero della Sanità si tratta di atti che violano i diritti umani, paragonabili a crimini di guerra, e, pertanto, ha esortato il governo ad intervenire per portare i responsabili davanti alla giustizia.

Non da ultimo, secondo quanto riporta al-Jazeera, il sito ItaMilRadar, dedito al monitoraggio di aerei militari, il 16 aprile ha dichiarato di aver intercettato un volo definito “insolito” di un aereo cargo statunitense, partito dalla base di Andrews e diretto verso Bengasi. Dopo aver fatto rifornimento di carburante nello spazio aereo britannico, l’aereo è scomparso dai siti di localizzazione, mentre era in direzione Sud. Successivamente, dopo meno di due ore, è ricomparso, ma in direzione opposta, ovvero dalla Libia verso la Germania. Il sito ha riferito di aver già monitorato, in passato, voli simili diretti verso basi tedesche, ma è la prima volta che ha intercettato un volo diretto USA –Bengasi. Tuttavia, non è chiara la natura della missione e probabilmente il velivolo trasportava forniture di emergenza.

La perdurante instabilità in Libia ha avuto inizio il 15 febbraio 2011, data che ha segnato lo scoppio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato dal primo ministro Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Nonostante l’appello rivolto dalle Nazioni Unite e dalla comunità internazionale di fronte all’emergenza coronavirus, sia le forze di Haftar sia quelle tripoline hanno continuato le proprie operazioni militari. In particolare, l’LNA mira a conquistare la capitale Tripoli, offensiva che ha avuto inizio il 4 aprile 2019. Parallelamente, l’esercito di Tripoli, il 25 marzo, ha dato inizio all’operazione Tempesta di pace, volta a contrastare le forze di Haftar. In tale quadro, il 13 aprile, le forze del GNA sono riuscite a prendere il controllo di alcune città sulla costa Ovest della Libia, tra cui Sorman, Sabrata, Mitrid e al-‘Ajilat. Si è trattato del primo progresso per l’esercito tripolino da quando le forze dell’Esercito Nazionale Libico hanno intrapreso l’offensiva volta alla conquista della capitale libica.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.