Filippine: attentato nel Sud del Paese, 11 morti

Pubblicato il 17 aprile 2020 alle 19:31 in Asia Filippine

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Un generale filippino, Cirilito Sobejana, ha accusato i militanti del gruppo di Abu Sayyafaffiliato all’ISIS, di aver compiuto un attentato su un’isola del Sud delle Filippine che ha causato la morte di 11 militari e il ferimento di altri 14. 

È quanto rivelato, venerdì 17 aprile, da Agence France Presse, ripreso dal The Strait Times, il quale ha altresì sottolineato che l’attacco, avvenuto nella stessa giornata, è l’attentato di Abu Sayyaf che ha causato più mortdegli ultimi 12 mesi.  

I militari attaccati dai militanti del gruppo, ha aggiunto Sobejana, sono caduti in un’imboscata mentre portavano avanti operazioni volte a contrastare i combattenti attivi nella provincia di Sulu 

Abu Sayyaf, secondo quanto rivelato dal The Strait Times, è un gruppo estremista attivo nel Sud della Filippine, dove è stato responsabile, sin dall’inizio degli anni Novanta, di esplosioni e rapimenti di turisti e missionari provenienti dai Paesi dell’Occidente, al fine di ottenerne un riscatto. Il gruppo, in aggiunta, è considerato legato ai militanti dello Stato Islamico che cercano di istituire una provincia sud-est-asiatica del Califfato. 

L’esercito delle Filippine, aggiunge il sito di informazione, è da anni impegnato in operazioni volte alla liberazione degli ostaggi rapiti dai militanti di Abu Sayyaf, talvolta anche equipaggi di navi commerciali straniere intercettate nelle acque dell’arcipelago delle Sulu, roccaforte dei militanti. 

In aggiunta, nel maggio 2017, una cella di Abu Sayyaf aveva preso parte alla conquista della città di Marawi, nel Sud delle Filippine, insieme a un gruppo di combattenti affiliato all’ISIS. L’esercito delle Filippine è riuscito a riconquistare la città dopo una campagna durata cinque mesi che aveva portato alla morte di oltre 1.000 persone. 

L’attacco del 17 aprile è da inserirsi nel clima di rinnovate tensioni nella regione meridionale delle Filippine, le quali hanno portato il presidente di Manila, Rodrigo Duterte, a promettere ai suoi cittadini di spazzare via Abu Sayyaf e di intensificare le operazioni militari contro le roccaforti dell’organizzazione nel Paese.  

In linea con ciò, lo scorso 22 novembre, l’esercito di Manila aveva ucciso un comandante di “alto rango” di Abu SayyafTalha Jumsah, ritenuto essere un personaggio chiave nel rapporto tra lo Stato Islamico e i combattenti locali. Poco dopo, il 24 novembre, l’esercito aveva ucciso 5 combattenti, tra cui 2 comandanti, uno dei quali era stato accusato di rapimenti in passato. 

Data l’escalation delle tensioni nel Sud delle Filippine, sono in crescita i timori delle autorità in merito alla profondità dell’influenza dello Stato Islamico nella regione, i cui abitanti sono principalmente di fede musulmana. In linea con ciò, l’ISIS aveva rivendicato la responsabilità dell’attentato avvenuto in un mercato pubblico della provincia di Sultan Kudarat, lo scorso 7 novembre, che aveva ferito 8 persone. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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