Cipro: le risposte alle dichiarazioni della Turchia

Pubblicato il 17 aprile 2020 alle 13:03 in Cipro Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il portavoce del governo di Cipro, Kyriakos Kousios, ha dichiarato di ritenere che la Turchia si stia comportando come uno Stato pirata, in seguito all’annuncio sulla continuazione di Ankara dei propri programmi di trivellazione a largo delle acque cipriote. 

È quanto rivelato, giovedì 16 aprile, dal Cyprus Mail, il quale ha riportato le dichiarazioni di Kousios, secondo cui la Turchia “si sta comportando come il pirata del Mediterraneo orientale, calpestando e violando i principi del diritto internazionale e interferendo con i diritti sovrani di Stati terzi, Cipro inclusa”. 

Tali parole giungevano in risposta a quanto annunciato il giorno precedente dal ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu, il quale aveva rivelato le intenzioni della Turchia di proseguire con le trivellazioni a largo di Cipro, dove è pronta a inviare una terza nave. A tale riguardo, il Cyprus Mail aggiunge che le attività di trivellazione del governo di Ankara si terranno nelle acque cipriote dal 20 aprile al 18 luglio. 

In risposta a tali annunci, Kousios ha criticato la scelta della Turchia di continuare, anche intensificando, la propria politica di esplorazione mineraria nelle acque cipriote, soprattutto in un contesto in cui gli Stati sono concentrati sul contrasto alla diffusione del coronavirus, avendo come priorità la tutela sella salute e della sicurezza dei propri cittadini. Per tale ragione, il governo cipriota, ha dichiarato il suo portavoce, agirà in risposta come necessario. 

Da parte sua, Cavusoglu aveva ricordato di aver avvertito in passato i greco-ciprioti di non decidere unilateralmente sui diritti minerari del Mediterraneo orientale senza aver prima raggiunto un accordo con la controparte turco-cipriota. Tuttavia, secondo il ministro degli Esteri turco, tale avvertimento è stato ignorato e, in difesa dei turco-ciprioti, Ankara ha avviato il proprio programma di trivellazione.   

Per la stabilità della regione, aveva dichiarato Cavusoglu, l’obbiettivo a beneficio di entrambi sarebbe la spartizione dei profitti tra le due parti, come proposto dalle autorità turco-cipriote. Ciò, aveva sottolineato il ministro, rappresenta l’unica base logica e realistica per la risoluzione delle tensioni e, per tale ragione, la Turchia continua a voler organizzare un nuovo momento di dialogo sul Mediterraneo orientale. 

Le acque a largo di Cipro sono teatro di nuove tensioni tra Ankara e Nicosia a partire dallo scorso 3 maggio, data in cui la Turchia ha avviato, illecitamente secondo la comunità internazionale, le proprie attività di trivellazione che, secondo i vertici turchi, giungono in difesa degli interessi dei turco-ciprioti.    

Nello specifico, il 3 maggio la Turchia aveva inviato la nave Fatih a largo delle coste di Pafo, ad Ovest di Cipro. Il 2 giugno, la Turchia aveva inviato una seconda nave da perforazione,  la Yavuz, all’interno di un’altra area al centro di una disputa territoriale tra Turchia e Cipro. Lo scorso 18 settembre, la Yavuz aveva abbandonato le acque a largo di Cipro per far rifornimento al porto turco di Tasucu, nella provincia di Mersin, nell’area meridionale della Turchia, ma era tornata attiva lo scorso 5 ottobre. Stando alle rivelazioni dello scorso 9 aprile, la Yavuz si era recata nei pressi del blocco 8, un’area situata a Sud di Cipro, le cui licenze di esplorazione erano già state affidate a compagnie petrolifere italiane e francesi. Tuttavia, le ultime dichiarazioni di Cavusoglu menzionano la possibilità dell’invio di una terza nave.  

Lo scorso 9 febbraio, nello specifico, la Turchia aveva acquistato una terza nave da trivellazione, la Sertao, ora rinominata Kanuni. La nave può estendersi a una profondità di 11.4 km sotto il livello del mare e trivellare fino a 3 km dal fondale marino.  

L’imbarcazione era arrivata, il 15 marzo, nel porto di Mersin con 35 membri del personale della Turkish Petroleum Corporation e, secondo quanto all’epoca annunciato dal ministro dell’Energia turco, Fatih Donmez, era stata posta in quarantena insieme al personale, come previsto dalle misure adottate per far fronte all’emergenza da coronavirus. In seguito, era stato dato il via alle procedure di manutenzione, aggiornamento e ammodernamento dell’imbarcazione. Non appena pronta, la Kanuni, secondo le dichiarazioni di Donmez, avrebbe iniziato le sue attività di trivellazione.  

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale    

Jasmine Ceremigna 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.