Ungheria: nuova estensione della quarantena

Pubblicato il 16 aprile 2020 alle 13:00 in Europa Ungheria

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Il premier dell’Ungheria, Viktor Orban, ha deciso di estendere la quarantena per almeno una nuova intera settimana, a partire dal prossimo sabato 18 aprile. 

È quanto reso noto, giovedì 16 aprile, da Reuters, il quale ha altresì specificato che l’eventuale prolungamento o revoca della quarantena è oggetto di discussione settimanale in seno al governo di Budapest, come dichiarato dal capo dell’ufficio del premier, Gergely Gulyas. 

La settimana precedente, il 9 aprile, Orban aveva già annunciato ai cittadini ungheresi l’impossibilità di decretare la fine della quarantena, la quale era stata dunque estesa nell’intero Paese fino a data da destinarsi. Tuttavia, il premier di Budapest aveva anche rivelato che il governo avrebbe valutato ogni settimana l’eventuale sospensione della quarantena, fermo restando l’autonomia dei singoli comuni di imporre misure restrittive per assicurare la scurezza delle singole comunità.  

Tuttavia, con 1.652 casi di coronavirus registrati al 16 apriledi cui 672 nell’ultima settimana, il governo di Budapest ritiene che sia ancora troppo presto per diminuire le restrizioni imposte a partire dallo scorso 11 marzo alla luce dell’emergenza sanitaria. 

Per gestire al meglio le difficoltà correlate al coronavirus, lo scorso 30 marzo, il Parlamento dell’Ungheria, con 137 voti a favore e 53 contrari, aveva approvato la richiesta del governo in merito alla concessione di poteri straordinari al premier, Viktor Orban. La nuova legge estende lo stato di emergenza, proclamato lo scorso 11 marzo, fino a data da destinarsi, consentendo a Orban di governare per decreto per l’intero periodo.  

Nonostante i tentativi dell’opposizione volti a far inserire al governo un limite temporale nella legge, questa è stata approvata nella sua forma originaria. Da parte sua, rispondendo alle critiche, il premier ungherese aveva promesso di utilizzare i poteri straordinari “in modo proporzionale e razionale”. Tra i punti più criticati vi è la possibilità di condannare alla reclusione o alla radiazione dall’albo i giornalisti indipendenti che pubblicano notizie ritenute false o contrarie a quanto approvato dal governo.   

Per quanto riguarda l’assenza di una scadenza nella bozza presentata dal governo, il portavoce di Orban, Zoltan Kovacs, ha dichiarato che il governo ha deciso di non includere una data di termine data la possibilità che si ammalino i parlamentari di Budapest. In aggiunta, rispondendo alle critiche in merito alle minacce alla libertà di stampa, Kovacs ha dichiarato che si tratta di dichiarazioni irresponsabili e distorte.     

Principalmente, commenta il Guardian, le critiche attirate dalla misura presentata dal Governo derivano dalla condotta di Orban nel corso dei suoi dieci anni di premiership. Nello specifico, sono state molteplici le accuse rivolte al premier nel corso di tutto il suo mandato da parte di oppositori politici e esperti, i quali hanno più volte segnalato i tentativi di Orban di danneggiare i valori democratici e di erodere lo stato di diritto.  In aggiunta, durante i suoi anni di premiership, sottolinea il France24, Orban ha trasformato l’Ungheria in molteplici livelli, sia politico, sia giudiziario, sia costituzionale. Il premier di Budapest ha anche avuto divergenze con le istituzioni europee, le organizzazioni non governative e gli attivisti per la tutela dei diritti dei cittadini, principalmente per via delle sue politiche in materia di immigrazione, democrazia e stato di diritto. È in linea con ciò che Budapest è stata richiamata da Bruxelles per aver infranto i valori fondanti dell’Unione Europea.     

In tale contesto, un ex giornalista ungherese rifugiato in Austria, Paul Lendvai, ha sottolineato come fino ad ora quello di Orban sia stato uno “Stato ibrido”, a metà tra la democrazia e la dittatura. La paura di Lendvai, tuttavia, è che le nuove misure di Orban possano dar vita alla “prima dittatura dell’Unione Europea”.     

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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