Tensioni Cina-USA sull’accusa di possibili test nucleari segreti

Pubblicato il 16 aprile 2020 alle 18:29 in Cina USA e Canada

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La Cina ha smentito l’accusa, contenuta in un rapporto del Dipartimento di Stato degli USA, di aver effettuato test nucleari segreti e ha ribadito di essere impegnata a rispettare il blocco della sperimentazione nucleare. 

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha riferito ai giornalisti, il 16 aprile, che la Cina ha attivamente rispettato gli impegni assunti con i trattati sul controllo degli armamenti e ha affermato che le false accuse di Washington non valgono la pena di essere confutate. “La Cina ha sempre adottato un atteggiamento responsabile, rispettando seriamente gli obblighi internazionali e le promesse che ha fatto”, ha affermato. “Le critiche statunitensi alla Cina sono del tutto prive di basi, sono senza fondamento e non degne di essere confutate”, ha aggiunto.

Le ipotesi avanzate dal Dipartimento di Stato, riportate per la prima volta dal Wall Street Journal il 15 aprile, rischiano di peggiorare i legami già tesi dalla pandemia globale di COVID-19. “La Cina potrebbe star conducendo segretamente test nucleari con una potenza esplosiva molto bassa nonostante le affermazioni di Pechino secondo cui sta aderendo rigorosamente a un accordo internazionale che vieta tutti i test nucleari”, riferisce la testata, citando un nuovo rapporto sul controllo degli armamenti che deve ancora essere reso pubblico dal Dipartimento di Stato. Tuttavia, secondo l’articolo, il rapporto non fornisce prove del fatto che la Cina stia violando gli accordi sul controllo degli armamenti, ma cita una serie di attività che “suscitano preoccupazioni”. Secondo il Dipartimento di Stato, Pechino è sospettata di non rispettare il divieto di test sulle armi nucleari a “rendimento zero”.

La resa zero si riferisce a un test nucleare in cui non vi è alcuna reazione a catena esplosiva del tipo innescato dalla detonazione di una testata nucleare. Il rapporto statunitense cita la mancanza di trasparenza di Pechino, dovuta al blocco delle trasmissioni di dati dai sensori collegati a un centro di monitoraggio gestito da un’agenzia internazionale. Il Trattato Globale sul Divieto di Test Nucleari del 1996 (CTBT) consente le sole attività progettate per garantire la sicurezza delle armi nucleari e monitora da remoto le attività degli impianti nucleari. Tuttavia, l’agenzia che verifica la conformità con il patto ha dichiarato al Wall Street Journal che non vi sono state interruzioni nelle trasmissioni di dati dalle cinque stazioni cinesi, dalla fine di agosto 2019. 

La tensione arriva in un momento difficile per le relazioni tra i due Paesi. Gli Stati Uniti hanno aumentato la pressione sulla Cina riguardo alla pandemia di coronavirus, con il presidente Donald Trump che afferma che la sua amministrazione sta cercando di determinare l’origine del virus. Il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha anche invitato Pechino a “confessare” le informazioni a sua disposizione. Il 15 aprile, durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, a Trump è stato chiesto dei rapporti riguardanti una possibile fuga del virus da un laboratorio di Wuhan, dove è stato registrato per la prima volta il coronavirus. “Stiamo facendo un esame molto approfondito di questa orribile situazione”, ha risposto.

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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