Israele: Gantz e Netanyahu non rispettano la scadenza, il mandato passa alla Knesset

Pubblicato il 16 aprile 2020 alle 11:48 in Israele Medio Oriente

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Il presidente israeliano, Reuven Rivlin, giovedì 16 aprile, ha riferito che il compito di formare un nuovo governo per Israele passerà alla Knesset, il Parlamento di Israele. La decisione giunge al termine della scadenza concessa al leader designato precedentemente, Benny Gantz, e al suo ex rivale nonché ex premier, Benjamin Netanyahu.

La scadenza per presentare una nuova squadra di governo era stata stabilita per la mezzanotte di mercoledì 15 aprile, dopo che Gantz e Netanyahu avevano chiesto ulteriore tempo per negoziare sulla formazione dell’esecutivo e, in particolare, di un governo di emergenza e di unità nazionale. A seguito del terzo turno elettorale, svoltosi il 2 marzo scorso, Benny Gantz, leader del partito Blue and White, aveva ricevuto il compito di formare un nuovo governo per Israele, il 16 marzo. Da tale data, sono state avviate consultazioni volte a porre fine alla fase di stallo politico in cui versa tuttora il Paese e, in particolare, a far fronte alla crescente emergenza coronavirus. Tale scenario ha portato Gantz ad allearsi con il premier in carica, Netanyahu, considerato precedentemente un suo rivale.

Secondo quanto riferito da fonti israeliane, gli ultimi disaccordi tra le due parti hanno riguardato le richieste di Netanyahu, il quale cerca di porre le condizioni necessarie a rimanere in carica nonostante sia coinvolto in un triplo processo giudiziario con accuse di corruzione, frode e abuso d’ufficio. Blue and White, dal canto suo, si rifiuta di giungere ad un accordo che abbia come priorità l’immunità di Netanyahu. Tuttavia, da parte loro, il 16 aprile i due leader hanno riferito che continueranno a negoziare, sebbene Rivlin abbia fatto appello ai deputati israeliani affinché siano loro ora a trovare una soluzione e a far sì che Israele non sia costretto ad indire nuove elezioni per la quarta volta.

La Knesset avrà 21 giorni di tempo, in cui ciascun deputato potrà impegnarsi nel raccogliere le 61 firme necessarie a raggiungere una coalizione a cui affidare il mandato. Secondo quanto stabilito dalle leggi israeliane, se nessun parlamentare riuscirà a formare un’alleanza, il Parlamento verrà sciolto, presumibilmente il 7 maggio, e verranno indette nuove elezioni entro 90 giorni. Tale lasso di tempo, come sottolineato da alcuni, potrebbe servire sia per protrarre i colloqui tra Gantz e Netanyahu, sia per fornire a quest’ultimo la possibilità di trovare maggiore consenso e ottenere la maggioranza che, fino ad ora, non è riuscito a raggiungere.

Un sondaggio condotto il 13 aprile dal canale israeliano Channel 12 ha rivelato che, se si tenessero le elezioni adesso, il partito Likud di Netanyahu vedrebbe un aumento di quattro seggi, raggiungendo quota 40 su 120 totali, mentre il partito Blue and White ne vincerebbe solo 19. Non da ultimo, il sondaggio ha anche scoperto che circa il 64% dei cittadini è soddisfatto del modo in cui Netanyahu ha gestito la pandemia di coronavirus.

La crisi politica in Israele va ad aggiungersi a quella determinata dalla diffusione di Covid-19 che, al 16 aprile, ha causato 140 morti, su un totale di 12.591 contagi. Il Paese ha messo in atto misure restrittive volte a frenare la diffusione del virus, ma che hanno costretto diverse industrie a chiudere, portando ad un aumento del tasso di disoccupazione di circa il 25 %.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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