Grecia: più di 2.000 migranti “a rischio” ricollocati dalle isole alla terraferma

Pubblicato il 16 aprile 2020 alle 15:40 in Grecia Immigrazione

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Il Ministero dellImmigrazione della Grecia ha annunciato, giovedì 16 aprile, che circa 2.380 migranti e richiedenti asilo, considerati “vulnerabili”, saranno trasferiti dai campi sovraffollati delle isole greche dellEgeo in alberghi, appartamenti e centri di accoglienza sulla terraferma. Loperazione inizierà domenica 19 aprile e durerà circa due settimane. Tra le persone ricollocate nella penisola, almeno 200 sono gli over 60 che potranno essere accolti dalle loro famiglie.

Se ancora nessun caso di coronavirus è stato registrato nei campi profughi delle isole greche, almeno due sono i centri isolati sulla terraferma in seguito alla notizia di pazienti risultati positivi al COVID-19. Il primo campo ad essere stato messo in quarantena è stato quello di Ritsona, nei pressi di Atene, lo scorso 2 aprile. Nella struttura, sono più di 20 i casi confermati di coronavirus. Il secondo centro di cui le autorità greche hanno disposto lisolamento è situato a Malakasa. Qui, il primo residente risultato positivo al coronavirus è stato individuato il 5 aprile. Il campo profughi di Malakasa si trova a 40 km a Nord-Est di Atene ed è una struttura chiusa all’esterno, messa in funzione dal marzo 2020 per accogliere i migranti in arrivo nel Paese. Il centro verrà isolato per due settimane con l’ausilio di ulteriori forze dell’ordine, le quali saranno inviate per assicurare l’implementazione delle restrizioni.

Laccertamento di contagi allinterno dei campi profughi greci ha destato immediatamente grande preoccupazione. Si stima che nei campi profughi del Paese vivano più di 100.000 migranti. Di essi, circa 40.000 si troverebbero nei campi sovraffollati delle isole greche. In un’intervista al quotidiano tedesco Deutsche Welle, il 3 aprile, la commissaria per gli Affari Interni dell’Unione Europea, Ylva Johansson, aveva lanciato un allarme generale avvertendo di un possibile focolaio di coronavirus in uno dei campi sovraffollati della Grecia. “Dobbiamo fare di tutto per evitare questa situazione”, aveva affermato la commissaria. Interrogata sulle azioni dell’UE rispetto alla possibile diffusione del virus all’interno dei campi situati nelle isole greche, la Johansson aveva risposto che l’Unione stava lavorando molto duramente per istituire un piano d’azione di risposta alle emergenze insieme alle autorità greche. La priorità, aveva sottolineato, era appunto quella di evacuare immediatamente le persone più vulnerabili in modo che potessero essere messe al sicuro nelle camere d’albergo o negli appartamenti e non essere colpite dal virus. “In più, supporteremo i campi con attrezzature, personale medico e altri tipi di iniziative che stiamo mettendo a disposizione delle autorità greche, dell’IOM e dell’UNHCR con cui stiamo lavorando a stretto contatto per affrontare questa situazione”, aveva aggiunto la commissaria.

Nel frattempo, questa settimana è iniziato un altro piano per il ricollocamento di 1.600 minori, non accompagnati, residenti nei campi profughi delle isole greche. Sono 8 gli Stati membri dell’Unione europea che si sono detti disposti ad accoglierli. “Lavoriamo in un clima positivo con questi otto Paesi, che mostrano segni concreti di solidarietà proprio nel momento in cui ne abbiamo più bisogno”, aveva dichiarato la scorsa settimana la commissaria Johansson.

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Chiara Gentili

di Redazione

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