Elezioni in Corea del Sud: la “diplomazia del coronavirus” premia Moon Jae-in

Pubblicato il 16 aprile 2020 alle 16:35 in Asia Corea del Sud

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Partito Democratico del presidente Moon Jae-in ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi nel Parlamento sudcoreano, grazie ad una gestione rapida, efficace e coordinata della pandemia di coronavirus. 

Il partito del presidente e i suoi alleati hanno ottenuto 180 seggi nell’Assemblea Nazionale, che ne conta 300, mentre l’opposizione, capeggiata dall’United Future Party (UFP), ne ha guadagnati 103, secondo i risultati resi noti il 16 aprile dalla National Election Commission. Il sistema di voto della Corea del Sud combina voti diretti e proporzionali e l’affluenza è stata pari al 66,2%, alle votazioni del 15 aprile, un dato superiore a qualsiasi elezione parlamentare dal 1992.

“In linea con il rigoroso mandato del popolo, daremo la massima priorità al superamento della crisi nazionale del coronavirus e al declino economico”, ha dichiarato l’ex primo ministro Lee Nak-yon, che ha guidato la campagna del partito al governo. Solo pochi mesi fa gli scandali sull’abuso di potere e la lenta crescita economica stavano minacciando la tenuta del partito del presidente Moon. In particolare, le opposizioni erano critiche rispetto all’approccio accomodante dell’esecutivo nei confronti della Corea del Nord. 

Tuttavia, la gestione relativamente rapida ed efficace della pandemia di coronavirus ha aumentato la popolarità di Moon prima delle elezioni, che sono state viste in gran parte come un referendum sulla sua performance. La sua cosiddetta “diplomazia del coronavirus” fa riferimento alle telefonate bilaterali con almeno 20 leader di Stati esteri, per discutere delle migliori risposte possibili alla situazione. Tale approccio ha rafforzato la fiducia dei coreani nella sua amministrazione, secondo quanto ha riferito Minseon Ku, uno studioso di scienza politica presso la Ohio State University degli Stati Uniti Stati.

La Corea del Sud è stata tra i primi Paesi a tenere le elezioni nazionali durante la pandemia, con i cittadini ancora chiamati a mantenere le distanze sociali, indossare maschere protettive, disinfettarsi le mani e indossare guanti di plastica. In ciascuno dei 14.000 seggi elettorali, ai votanti è stata controllata la temperatura prima di poter accedere. Quelli che avevano temperature più elevate venivano diretti in cabine separate che sono state disinfettate dopo utilizzo.

La maggioranza assoluta del suo partito in Parlamento dovrebbe aiutare Moon a portare avanti il programma di riforme in questi ultimi due anni in carica come presidente. Nel frattempo, i leader dell’UFP, l’ex primo ministro Hwang Kyo-ahn e l’ex leader del parlamento Na Kyung-won, non sono stati rieletti. Il partito conservatore “non è riuscito a farsi rieleggere” dopo l’impeachment dell’ex presidente Park Geun-hye, il cui sostegno è limitato e proviene, principalmente, dalle generazioni più anziane e si concentra solo in alcune regioni, secondo quanto riferisce Ji Yeon Hong, professore all’Università di Scienze e Tecnologia di Hong Kong. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.