Bangladesh salva 396 Rohingya naufragati

Pubblicato il 16 aprile 2020 alle 12:57 in Asia Bangladesh

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Almeno 396 Rohingya sono naufragati mentre tentavano di raggiungere la Malesia, secondo quanto ha riferito la Guardia Costiera del Bangladesh. Di questi, 24 sono deceduti. 

“Sono stati in mare per circa due mesi e stavano morendo di fame”, ha dichiarato un funzionario della Guardia Costiera. Questo ha poi affermato che è stata presa la “decisione finale” di inviare i soccorsi e 382 persone sono state salvate. Alcune immagini mostrano una folla di donne e bambini, alcuni magri e con difficoltà a stare in piedi, che sono stati soccorsi una volta raggiunta la riva. Un rifugiato ha riferito a un giornalista che il gruppo era stato respinto dalla Malesia 3 volte e ad un certo punto c’era stata una rissa a bordo tra i passeggeri e l’equipaggio.

Il tenente comandante della Guardia Costiera del Bangladesh, Sohail Rana, ha dichiarato di aver consegnato all’UNHCR i rifugiati Rohingya salvati. “L’UNHCR li terrà in quarantena per i prossimi 14 giorni in un campo all’interno del Bangladesh”, ha affermato. “Dopo di che, verranno rimandati nelle rispettive tende nei campi Rohingya”. Louise Donovon, portavoce dell’UNHCR, ha confermato che l’organizzazione ha ricevuto i naufraghi dalle autorità della Guardia Costiera. “Saranno tenuti all’interno delle strutture mediche nei campi di Rohingya. Se nessuno di loro mostra sintomi COVID-19 nelle prossime due settimane, saranno inviati al centro di trasferimento e successivamente alle loro abitazioni all’interno dei campi”, ha affermato. 

Il funzionario designato del governo del Bangladesh nella regione di Teknaf ha dichiarato che i rifugiati non potevano entrare in Malesia a causa delle misure di sicurezza a seguito della pandemia di coronavirus. “Le Guardie Costiere di tutti i Paesi hanno intensificato la loro vigilanza. Quindi, i rifugiati sulla barca non sono riusciti a scendere sulla costa malese”, ha riferito. I Rohingya non sono mai stati riconosciuti ufficialmente come etnia dal Myanmar, dove sono stati vittima di persecuzioni da parte della maggioranza buddhista e dell’esercito.

Tali violenze sono cresciute nell’agosto del 2017, finendo al centro dell’attenzione mediatica internazionale. In tale mese, a seguito a degli attacchi sferrati contro alcune stazioni di polizia da un gruppo di militanti islamisti della minoranza, si è verificata una risposta da parte dello Stato che ha portato all’esodo di circa 700.000 Rohingya verso il Bangladesh. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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