Tensioni al confine tra Siria e Libano

Pubblicato il 15 aprile 2020 alle 14:05 in Libano Siria

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Un drone, presumibilmente di provenienza israeliana, ha colpito un’auto con a bordo membri di Hezbollah, mentre viaggiava al confine tra Siria e Libano.

A riferirlo, il quotidiano al-Arabiya, mercoledì 15 aprile, sulla base delle dichiarazioni di fonti locali, tra cui un comandante dell’alleanza regionale filo-Damasco e membri delle forze di sicurezza, e dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR). L’accaduto si è verificato all’alba, presso il villaggio di Jdeidat Yabous, precedentemente noto come Ainkania, situato a 45 km a Ovest di Damasco, nei pressi del confine tra Siria e Libano. È stato specificato che l’esplosione non ha provocato vittime, in quanto i passeggeri, tra cui anche un leader di primo grado, sono riusciti a scappare via prima che l’auto fosse colpita e distrutta. A detta del SOHR sono statti, però, riportati ingenti danni materiali.

Uno degli ultimi episodi che ha visto coinvolto Israele in Siria risale alla notte tra il 31 marzo ed il primo aprile quando le forze di difesa aerea siriana hanno riferito di aver colpito e abbattuto missili provenienti da Israele, prima che questi colpissero la base aerea di Shayrat, situata nella provincia siriana di Homs. A detta del SOHR, i velivoli, prima di giungere in Siria, avevano altresì sorvolato nello spazio aereo del Libano.

Sin dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran, i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. A tal proposito, Israele si è detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. In particolare, Teheran starebbe cercando di creare una propria base militare permanente. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah.

Nel mese di febbraio 2020, gli attacchi israeliani hanno causato 7 vittime tra le forze del regime siriano e del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica iraniane. Tra gli ultimi episodi, una violenta escalation ha avuto inizio quando attacchi aerei israeliani sono stati condotti, nella notte di domenica 23 febbraio, contro alcune postazioni del Jihad Islamico palestinese in Siria, nei pressi di Damasco, causando l’uccisione di due militanti palestinesi. A detta di Israele, si trattava di luoghi impiegati per la ricerca e lo sviluppo di armi, fabbricati poi in Siria e sulla Striscia di Gaza, in cui vengono altresì prodotti decine di chilogrammi di combustibile per razzi ogni mese.

Sia l’Iran sia Hezbollah appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad, nella guerra civile in Siria, sin dal 2012. Il conflitto siriano ha avuto inizio il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. Al momento, i gruppi armati appoggiati dall’Iran, e guidati da Hezbollah, sono riusciti a prendere il controllo di vaste aree della Siria orientale e meridionale, così come di diversi sobborghi della capitale Damasco.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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