Polonia in protesta per le strette alla legge sull’aborto

Pubblicato il 15 aprile 2020 alle 15:39 in Europa Polonia

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Nonostante le attenzioni rivolte al coronavirus, il Parlamento della Polonia sta discutendo l’imposizione di ulteriori restrizioni alla legge sull’aborto, provocando le proteste dei cittadini. 

È quanto rivelato, mercoledì 15 aprile, da Reuters, il quale ha altresì specificato che gli attivisti sono stati costretti a protestare online e sui social network, date le restrizioni ai movimenti e il divieto di assembramenti che vigono in Polonia a causa del coronavirus. 

La legge in discussione al Parlamento, proposta per iniziativa civica, prevede il divieto dell’aborto in caso di emergenza di danni seri e irreversibili del feto in seguito alle analisi prenatali, come invece previsto da quanto attualmente in atto, che consente l’aborto solo in caso di danni al feto, incesto, stupro e minacce alla salute della madre. 

Date le restrizioni già in vigore, le donne polacche sono talvolta costrette a recarsi all’estero, solitamente in Germania o Slovacchia, per abortire in circostanze diverse da quelle consentite dalla legge attualmente valida. Tuttavia, gli attivisti in materia di diritti umani hanno denunciato che ciò si rivela al momento impossibile, date le restrizioni ai movimenti imposte da Varsavia. 

Il diritto all’aborto, aggiunge il sito di informazione, è un tema controverso in Polonia. Anche a tale riguardo, il partito di governo, Diritto e Giustizia (PiS), sta tentando di portare avanti la propria agenda conservatrice, nonostante lo scontento e le opposizioni dei cittadini, contrari a ulteriori restrizioni. 

Tuttavia, il PiS, sebbene sia promotore dell’introduzione di valori religiosi nella vita quotidiana, si è mostrato restio a sostenere ufficialmente il disegno di legge attualmente in discussione al Parlamento, dove il partito di governo detiene la maggioranza assoluta. La questione dell’aborto, in particolare, è insidiosa per il PiS, il quale già in precedenza aveva ritirato dal proprio programma l’intenzione di vietare quasi del tutto l’aborto, a causa del linciaggio pubblico causato da tale punto.  

Soprattutto ora, in vista delle elezioni presidenziali del prossimo 10 maggio, il primo partito del Paese ha intenzione di salvaguardare i propri consensi, consapevole che l’eventuale sostegno alle restrizioni all’aborto possano impattare sui voti degli elettori di ambo le fazioni. In aggiunta, in caso di sostegno a una simile misura, il PiS potrebbe attirare nuove critiche dato l’attuale contesto, in cui i movimenti sono limitati ed è impossibile che i cittadini si riuniscano in protesta. 

Per tale ragione, il vicepremier della Polonia, Jacek Sasin, ha dichiarato l’intenzione del suo partito di affrontare tale questione in modo responsabile.  

Tuttavia, nonostante le restrizioni ai movimenti, alcune donne, in possesso di mascherine e rispettando le distanze di sicurezza, hanno protestato a Cracovia, martedì 14 aprile. Nella stessa giornata, alcune automobili a Varsavia avevano sui loro finestrini dei volantini con la dicitura “sciopero delle donne”. Attualmente, sono circa 700.000 i cittadini che hanno firmato una petizione online per chiedere al governo di opporsi al disegno di legge. 

In merito a tale questione, l’attuale presidente della Polonia, Andrzej Duda, sostenuto dal PiS alle prossime elezioni, ha dichiarato di essere favorevole all’adozione di ulteriori restrizioni. In particolare, il candidato presidente ha rivelato di ritenere l’uccisione di bambini disabili un semplice omicidio. Tali dichiarazioni si scontrano tuttavia con il forte sostegno dato a Duda dagli elettori per le prossime elezioni, nei cui sondaggi risulta essere in testa. 

Oltre a minare al sostegno elettorale nei confronti di Duda, la questione dei nuovi vincoli all’aborto è in grado, secondo il sociologo Andrzej Richard, di compromettere l’unità del PiS stesso, già debole in seguito alla disputa sulla conferma del voto elettorale per il 10 maggio.  

Nello specifico, risale allo scorso 6 aprile la decisione della Camera dei Deputati della Polonia in merito allo svolgimento delle elezioni per mezzi postali, come proposto dal partito di governo, Diritto e Giustizia (PiS).   

La misura presentata dal governo ha attirato numerose critiche. In primo luogo, i cittadini temono che tale sistema possa comunque causare un aumento dei contagi da coronavirus, dovendosi in ogni caso recare presso le cassette postali. In secondo luogo, sono sorti dubbi in merito alla effettiva capacità del servizio postale di Stato di condurre con efficacia un tale sforzo logistico.     

Tuttavia, una delle principali critiche rimane quella avanzata dai candidati alle elezioni presidenziali, i quali lamentano di non aver potuto condurre in modo appropriato la campagna elettorale. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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