Nigeria: leader di Boko Haram rilascia messaggio audio sul coronavirus

Pubblicato il 15 aprile 2020 alle 15:15 in Africa Nigeria

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Abubakar Shekau, leader del gruppo terroristico di Boko Haram, ha affermato che la pandemia di coronavirus è un prodotto del diavolo e ha condannato la decisione del presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, di chiudere i luoghi pubblici, specialmente le moschee. In un messaggio audio pubblicato martedì 14 aprile su Twitter da un portale di informazione nigeriano, Hum Angle, Shekau ha tenuto un discorso di un minuto e 45 secondi parlando in Hausa, la lingua dominante usata in gran parte della Nigeria settentrionale. “Non tentate di spostare la colpa, è il male che ha causato questa pandemia. Da qualsiasi parte provenga, cerchiamo la protezione divina”, inizia il messaggio. Successivamente, il leader di Boko Haram prende giro le misure adottate dai governi africani e sottolinea che per i militanti dellorganizzazione nulla è cambiato nel modo in cui vivono la loro quotidianità. “Siamo qui, preghiamo cinque volte al giorno. Offriamo le nostre preghiere e restiamo uniti. Uniamo le mani, mangiamo da una ciotola unica e stiamo molto bene. Abbiamo un antivirus. Voi avete il coronavirus, noi abbiamo l’anti-coronavirus”, ha dichiarato Shekau, aggiungendo: “Ringraziamo Dio per lo stato di salute in cui ci troviamo. Questo è il potere di Dio.

Nell’ultima parte del suo messaggio, il leader nigeriano ha altresì condannato il presidente americano Donald Trump e i presidenti di Nigeria, Ciad e Niger. La sua voce è accompagnata da un sottofondo in cui si avverte un suono intermittente di spari. “Ringraziamo Dio per questa pandemia. Ringraziamo che sia emersa ai tempi di Trump. Ma anche al tempo di Idris Deby e al tempo di Buhari e Mahamadou Issoufou, quello che fa le offerte dei francesi”, ha concluso Shekau, invitando le persone a pentirsi e a guadagnarsi la lode di Dio per non essere attaccate dal virus. In particolare, il leader di Boko Haram si è scagliato contro le misure che impediscono alla gente di incontrarsi togliendo loro anche la possibilità di pregare e andare in moschea. Shekau ha infine parlato di Trump e dei leader africani come degli infedeli, figli di maiali e di scimmiee ha avvertito loro che se non si pentiranno saranno finiti.

Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. Durante i loro assalti, i militanti dell’organizzazione rapiscono spesso donne e bambini per arruolarli e costringerli a compiere attentati suicidi. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

In una delle ultime offensive di Boko Haram in Nigeria, almeno 70 soldati nigeriani sono stati uccisi, il 23 marzo, in un’imboscata jihadista. Gli insorti hanno sparato granate a propulsione contro un camion che trasportava le truppe vicino al villaggio di Gorgi, nello stato del Borno. Il convoglio aveva lasciato la città di Maiduguri per lanciare un’offensiva contro un campo appartenente a jihadisti affiliati all’Isis. Il gruppo, noto come ISWAP, ovvero fazione della Provincia dello Stato Islamico dell’Africa occidentale si è separata dagli insorti di Boko Haram nel 2016 e, da allora, realizza offensive contro i militari, assalti ai convogli e irruzioni nelle basi dell’esercito.

Il Country Report on Terrorism 2018 del governo americano informa che in Nigeria Boko Haram e ISWAP hanno continuato a condurre, nel corso dell’anno passato, numerosi attacchi contro forze governative e di sicurezza. Boko Haram, in particolare, non ha mancato di effettuare attentati anche contro la popolazione civile, mentre lo Stato Islamico dell’Africa occidentale sta provando a stringere legami più forti con le comunità locali, provvedendo a fornire una serie di limitati servizi sociali. L’obiettivo principale del gruppo sono le forze di sicurezza locali. Verso la fine del 2018, le due organizzazioni, nonostante la presenza della Task Force multinazionale congiunta, sono riuscite a guadagnare la completa libertà di movimento negli Stati regionali del Borno e di Yobe. Più di 200.000 nigeriani sono stati costretti a cercare rifugio nei Paesi vicini, soprattutto Camerun, Ciad e Niger. Nel corso di tutto il 2018, Boko Haram e ISWAP hanno condotto circa 700 attacchi sul territorio della Nigeria, usando armi di piccola taglia, ordigni improvvisati, rapimenti, imboscate, attentati suicidi. Secondo quanto reso noto dal Global Terrorism Index 2019, la Nigeria occupa il terzo posto mondiale tra i 163 Paesi considerati per misurare l’impatto della minaccia terroristica globale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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