NATO: la campagna di disinformazione di Russia e Cina e l’aiuto ai Balcani

Pubblicato il 15 aprile 2020 alle 18:30 in Balcani NATO

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L’ambasciatrice degli Stati Uniti presso la NATO, Kay Bailey Hutchisonha accusato Russia e Cina di condurre una campagna di disinformazione contro le potenze occidentali, rassicurando Skopje in merito al supporto che potrà ricevere dall’Alleanza. 

È quanto emerso, martedì 14 aprile, nel corso di una conferenza stampa online organizzata in previsione del vertice dei ministri della Difesa della NATO, il quale si è tenuto mercoledì 15 aprile. 

Nello specifico, Hutchison ha rivelato che la NATO è preoccupata dalle campagne di disinformazione portate avanti dalla Russia e dalla Cina, le quali diffondono false notizie sull’inizio della pandemia, cercando di provocare scontento nei confronti dell’alleanza e tra i suoi stessi membri. 

In particolare, Hutchison ha dichiarato che sono false alcune notizie in merito al tentativo di Russia e Cina di fornire aiuto, così come non corrispondono alla verità le informazioni sull’inizio della pandemia in Europa o negli Stati Uniti.  

Tutto ciò, ha sottolineato l’ambasciatrice statunitense, rientra nella modalità di guerra ibrida e cibernetica indirizzata contro l’Alleanza da parte di Russia e Cina, le quali cercano di sminuire l’importanza della NATO in un momento delicato come quello attuale, in cui si è in cerca di protezione e aiuto. 

Il tema delle campagne di disinformazione riguarda in modo diretto, ha ricordato Hutchison, la Macedonia del Nord e i Paesi dei Balcani occidentali più in generale, dove già da tempo la Russia cerca di disseminare false notizie. In particolare, per quanto riguarda Skopje, l’obiettivo di Mosca era impedire l’ingresso della Macedonia del Nord nella NATO, avvenuto lo scorso 27 marzo. 

Per tale ragione, l’ambasciatrice statunitense ha presentato alla Macedonia del Nord la possibilità dell’impiego di meccanismi di tutela, come il dispiegamento delle squadre anti-disinformazione, già attive in Montenegro, a Skopje. Così facendo, ha spiegato Hutchison, il Paese potrà essere formato su come reprimere le campagne di disinformazione.  

In seguito all’ingresso della Macedonia del Nord nella NATO, il Ministero degli Affari Esteri della Russia aveva rilasciato una dichiarazione ufficiale, criticando il risultato raggiunto da Skopje. Nello specifico, nel comunicato rilasciato il 1° aprile, la Russia aveva criticato i vertici di Skopje “per essere andati in estasi sulla natura storica dell’ingresso del Paese nella NATO”, considerata garante di stabilità e sicurezza per il Paese. In aggiunta, il Ministero della Difesa di Mosca aveva anche sminuito le parole del ministro degli Esteri della Macedonia, Nikola Dimitrov, il quale aveva dichiarato che l’ingresso nella NATO rappresentava il “testamento dei genitori e dei nonni” del Paese.  

Tale enfasi era stata contrapposta da Mosca alla mancata menzione della prossimità tra la data dell’ingresso del Paese nella NATO e l’anniversario dei bombardamenti che questa aveva lanciato contro la Iugoslavia il 24 marzo del 1999, i quali avevano causato l’arrivo in Macedonia di numerosi rifugiati kosovari.  

In aggiunta, la Russia aveva messo in evidenza alcuni dettagli che, secondo Mosca, rappresentano vere e proprie irregolarità dal punto di vista legale, come alcuni passaggi del processo di ratifica dell’Accordo di Prespa, il quale poneva fine alla disputa sul nome del Paese tra Atene e Skopje, insieme alla bassa affluenza di elettori in occasione del referendum sull’ingresso nella NATO e nell’UE, il quale si era tenuto il 30 settembre 2018.  

In aggiunta, il Ministero degli Esteri della Russia aveva messo in dubbio il valore dell’ingresso della Macedonia nella NATO per la sicurezza dell’Europa, della regione e della stessa nazione. L’unica cosa che viene richiesta a Skopje in questo momento, aveva scritto Mosca, “è l’aumento immediato della spesa militare e degli acquisti di armi e dotazioni dall’Occidente, principalmente dagli Stati Uniti”. Questo, aveva sottolineato la Russia, “è il prezzo che la Macedonia dovrà pagare per aver ceduto la propria sovranità sulle questioni politiche e militari”. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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