L’Etiopia ringrazia la Turchia per il supporto nella lotta al coronavirus

Pubblicato il 15 aprile 2020 alle 13:05 in Etiopia Turchia

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Il primo ministro etiope, Abiy Ahmed, ha ringraziato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, per i suoi sforzi a sostegno del Paese africano nella lotta contro il coronavirus. Con un post su Twitter, martedì 14 aprile, il premier ha dichiarato di aver avuto una conversazione telefonica con il presidente turco e di aver discusso con lui delle priorità per affrontare lemergenza. “Apprezzo l’interesse del presidente turco Erdogan e il suo impegno nellaiutare lEtiopia a superare le sfide poste dal COVID-19. Lo ringrazio per aver avuto una proficua conversazione telefonica e non vedo l’ora di collaborare con la Turchia per la fornitura di attrezzature mediche essenziali”, ha scritto Abiy.

La Turchia è uno dei maggiori investitori in Etiopia in diversi settori, in particolare nel tessile e nell’edilizia. La società di aiuti nota con il nome di Agenzia di cooperazione e coordinamento turca (TIKA) è attiva anche nei progetti di sviluppo e nelle iniziative umanitarie in Etiopia. Risale al 2015 la visita di stato del presidente Erdogan ad Addis Abeba, per elaborare il piano di cooperazione strategica e partenariato del suo Paese con l’Etiopia e con il resto del Corno dAfrica. La Turchia fece aprire nel 1912 il suo Consolato Generale nella città orientale di Harar e nel 1926 fondò la sua ambasciata ad Addis Abeba, la prima nell’Africa subsahariana. A ciò seguì l’apertura di un’ambasciata etiope in Turchia, nel 1933.

Per quanto riguarda lattuale crisi sanitaria, l’Etiopia ha chiesto 1.6 miliardi di dollari di finanziamenti al Gruppo di assistenza allo sviluppo (DAG), un consorzio di 30 nazioni bilaterali e agenzie multilaterali che sostengono il Paese, per far fronte all’epidemia di coronavirus. Il Ministero delle Finanze etiope ha presentato la proposta al DAG il 7 aprile, affermando che i fondi saranno distribuiti in tre mesi, in linea con il piano di risposta all’emergenza nazionale redatto dal governo con il supporto dell’Onu. Nel dettaglio, la strategia di coordinamento e di gestione trasversale dell’emergenza si articola su tre fronti.In primo luogo, il fondo più grande, che ammonta a 635 milioni di dollari, verrà utilizzato per garantire le provviste alimentari a 15 milioni di persone. In secondo luogo, altri 430 milioni di dollari saranno impiegati per la fornitura di servizi sanitari a 39 milioni di persone. Infine, il Ministero ha richiesto 282 milioni di dollari per assicurare riparo e beni non alimentari a 2,5 milioni di persone.

Il 10 aprile, Il Parlamento etiope ha approvato uno stato di emergenza nazionale della durata di 5 mesi. La misura si iscrive nell’ambito delle iniziative adottate per far fronte all’epidemia di coronavirus. Il Consiglio dei ministri, guidato dal premier Abiy Ahmed, aveva avanzato la proposta con l’obiettivo di controllare la diffusione del COVID-19 e ridurne l’impatto sul Paese. Il procuratore generale, Abiebie Adanech, ha reso noto che lo stato di emergenza (SOE) sarà supervisionato dal Consiglio dei ministri e dai sottocomitati ministeriali. I precedenti stati di emergenza nazionale erano supervisionati dalle postazioni di comando dell’esercito etiope (CP), spesso accusate di gravi abusi dei diritti, compresi arresti mirati e uso eccessivo della forza contro le persone che si ritenevano colpevoli di aver violato gli ordini.

Al momento, l’Etiopia ha registrato 85 contagi da Covid-19 e ha riportato 3 decessi. Il numero totale di test effettuati supera i 5000, secondo quanto rivelato dal Ministero della Salute.

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Chiara Gentili

di Redazione

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