Iraq: il premier designato pronto a presentare la squadra di governo

Pubblicato il 15 aprile 2020 alle 15:04 in Iraq Medio Oriente

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Il premier designato per formare un nuovo governo in Iraq, Mustafa al-Kazemi, ha affermato, mercoledì 15 aprile, di aver completato la formazione della squadra dell’esecutivo, la quale verrà presentata in Parlamento nei prossimi giorni.

Ex- capo dell’intelligence, al-Kazemi ha ricevuto la nomina il 9 aprile scorso, giorno in cui il presidente iracheno, Barham Salih, gli ha conferito l’incarico di formare un governo in grado di porre fine all’impasse politica in cui versa attualmente l’Iraq e, al contempo, di far fronte alla crescente emergenza di coronavirus. Ciò è avvenuto dopo le dimissioni presentate dal ministro designato precedentemente, Adnan al-Zurufi.

Al-Kazemi è il terzo ad impegnarsi nella formazione di un esecutivo. Il neo premier ha esortato le forze politiche irachene a collaborare affinché possa essere confermata la squadra da lui proposta, in modo da poter cominciare a lavorare il prima possibile e sostenere il Paese nell’affrontare le crisi attuali. I membri del nuovo esecutivo, è stato evidenziato, sono stati scelti sulla base di criteri quali integrità ed efficienza. Il premier ha riferito che il proprio governo avrà delle “priorità urgenti” da affrontare, oltre a dover prepararsi per elezioni anticipate. Secondo quanto affermato da al-Kazemi, la situazione attuale in Iraq è il frutto degli errori commessi nel processo politico dal 2003, ai quali, pertanto, bisognerà rimediare.

Inoltre, è stato evidenziato, l’occupazione da parte degli Stati Uniti in Iraq ha contribuito a danneggiare la struttura dello Stato iracheno, e a ciò non ha fatto seguito un processo di restaurazione. Pertanto, secondo al-Kazemi, il nuovo governo dovrà innanzitutto impegnarsi nel garantire che l’Iraq non diventi un’arena impiegata da forze esterne per regolare i propri conti, riferendosi alle tensioni tra Washington e Teheran. In un’intervista del 14 aprile, il neo premier ha riferito che si impegnerà sia in un dialogo con gli Stati Uniti, in cui bisognerà chiarire la natura della loro presenza in Iraq, sia per aprire il Paese verso il mondo islamico ed arabo, sulla base di interessi comuni. Non da ultimo, al-Kazemi ha evidenziato la necessità di creare anche canali di dialogo all’interno dell’Iraq, con il fine di creare istituzioni “sane” e un progetto nazionale che includa tutte le diverse identità che convivono nel Paese.

È dal 30 novembre 2019 che Baghdad si ritrova ad assistere ad un vuoto politico, a seguito delle dimissioni del premier allora in carica, Adel- Abdul Mahdi, ritiratosi dalla scena politica irachena sotto la spinta dalla forte mobilitazione popolare che ha avuto inizio il primo ottobre. Successivamente, l’incarico è stato conferito a Mohammed Tawfiq Alawi, dimessosi il primo marzo scorso, per poi passare ad al-Zurufi e, infine ad al-Kazemi.

Secondo alcuni analisti, una volta che l’emergenza coronavirus verrà archiviata, al-Kazemi dovrà dimostrarsi capace di rispondere alle aspettative della popolazione irachena e di risollevare il prestigio del Paese. Nel breve termine, invece, accanto ai pericoli legati alla pandemia, l’Iraq si trova ad affrontare difficoltà anche a livello economico. Il quadro economico prospettato da funzionari e analisti iracheni non è dei migliori. In particolare, si prevede che il deficit nel prossimo bilancio aumenterà oltre i 45 miliardi di dollari, anche a causa del calo dei prezzi del petrolio, la principale entrata dell’economia irachena.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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