FMI: 1 miliardo in prestito a Ghana e riduzione del debito a 19 Paesi africani

Pubblicato il 15 aprile 2020 alle 8:32 in Africa Ghana

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Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha approvato, il 13 aprile, una linea di credito da 1 miliardo di dollari destinata al Ghana, per aiutare il Paese nella lotta contro il Covid-19. Nello specifico, la richiesta di sostegno finanziario al fine di fronteggiare l’impatto economico della pandemia era stata avanzata dal governo lo scorso 18 marzo. Tale prestito sarà coperto dal Rapid Credit Facility (RCF) del FMI, un piano che fornisce assistenza finanziaria a condizioni limitate a Paesi a basso reddito.

Sulla propria pagina web, il Fondo ha dichiarato che in Ghana la pandemia ha già determinato un rallentamento della crescita, condizioni finanziarie più rigide e una maggiore pressione sul tasso di cambio. A inizio anno, il governo di Accra aveva fissato il deficit di bilancio per il 2020 al 4,7% del PIL ma, ad oggi, non ha ancora annunciato una revisione di tale previsione. Oltre al petrolio, colpito dalla flessione della domanda e dalla guerra dei prezzi tra Arabia Saudita e Russia, anche le altre principali esportazioni di prodotti di base, tra cui oro e cacao, hanno perso i guadagni registrati a gennaio e febbraio. 

È la seconda volta in cinque anni che il Paese africano chiede assistenza finanziaria al FMI per sostenere la propria crescita dell’economia. Già il 3 aprile 2015, il Fondo aveva avviato un programma di credito esteso (ECF) da 918 milioni di dollari volto a ripristinare la sostenibilità del debito pubblico e la stabilità macroeconomica per favorire la crescita e la creazione di posti di lavoro. Tale progetto triennale è stato successivamente prorogato di un anno e si è concluso il 20 marzo 2019.

Parallelamente, il 13 aprile la direttrice del FMI, Kristalina Georgieva, ha annunciato l’immediata riduzione del debito per 19 Paesi africani, quali Burkina Faso, Ciad, Repubblica Centrafricana, Mozambico, Benin, Comore, Repubblica Democratica del Congo (RDC), Gambia, Guinea, Guinea-Bissau, Liberia, Madagascar, Malawi, Mali, Niger, Ruanda, Sao Tomé e Principe, Sierra Leone e Togo.

Tale misura rientra nell’ambito del fondo per il contenimento delle catastrofi e gli aiuti (CCRT) e servirà a sostenere i membri più poveri e più vulnerabili del FMI. Nel dettaglio, il finanziamento sarà volto a coprire gli obblighi di debito per una fase iniziale di sei mesi e fornirà a tali Paesi un numero maggiore di risorse da investire nei principali interventi di emergenza.

Attualmente, il CCRT dispone di circa 500 milioni di dollari in prestiti agevolati, tra cui i recenti 185 milioni annunciati dal Regno Unito e 100 milioni forniti dal Giappone, come risorse immediatamente disponibili. Georgieva ha esortato altri donatori ad aiutare il FMI a ricostituire le risorse del fondo e a rafforzare la propria capacità di ridurre ulteriormente il debito per un intero biennio ai membri più poveri. Tra gli altri Paesi che hanno promesso importanti contributi figurano Cina e Paesi Bassi.

Secondo le ultime previsioni del FMI, superata l’epidemia di coronavirus, l’economia mondiale assisterà al suo anno peggiore dalla Grande Depressione degli anni Trenta. In una dichiarazione rilasciata il 14 aprile, il Fondo ha reso noto che l’economia globale nel 2020 potrebbe contrarsi del 3%, calo nettamente superiore rispetto allo 0,1% registrato nella recessione del 2009. Nella previsione di gennaio 2020, prima dell’esplosione della pandemia, il FMI aveva previsto una crescita globale del 3,3%. Tuttavia, le misure adottate per prevenire la diffusione del virus, come i blocchi nazionali, le chiusure aziendali e le restrizioni di viaggio, hanno danneggiato l’attività economica di quasi tutto il mondo.

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Mariela Langone

di Redazione

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